L’Università Lateranense compie 250 anni e guarda al futuro con importanti novità all’insegna dell’ambiente e della pace

Nel 2023 la Lateranense compie 250 anni e si prepara alla ripartenza con l’apertura, domani 5 ottobre, delle celebrazioni per l’anniversario, l’avvio di un innovativo ciclo di studi in Ecologia e ambiente e una Scuola itinerante della pace. Ce ne parla il rettore Vincenzo Buonomo

foto SIR/Marco Calvarese

Non è un anno accademico qualsiasi quello che sta per aprirsi alla Pontificia Università Lateranense che nel 2023 compirà 250 anni. Sorta in virtù del Breve Commendatissimam publicarum scholarum del 24 novembre 1773 con il quale Papa Clemente XIV riunì il Seminario Romano e la Scuola di Teologia del Collegio Romano affidandone la direzione al clero secolare della diocesi di Roma, l’”Università del Papa”, come la indicò Giovanni Paolo II durante la sua prima visita, il 16 febbraio 1980, ha da allora percorso un lungo cammino. Oggi si prepara alla ripartenza dopo la pausa estiva con l’apertura delle celebrazioni per l’anniversario, e guarda al futuro con l’avvio di un innovativo ciclo di studi in Ecologia e ambiente e una Scuola itinerante della pace. La cerimonia di avvio delle celebrazioni giubilari si terrà domani 5 ottobre. Dopo la messa presieduta dal cardinale vicario Angelo De Donatis, gran cancelliere dell’Università, sarà il card. Mario Grech a tenere la lectio magistralis. A spiegare al Sir la presenza del segretario del Sinodo dei vescovi è il rettore della Lateranense, Vincenzo Buonomo: “E’ un nostro ex allievo; ha studiato diritto canonico qui ed è rimasto molto legato alla sua Alma mater”.

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Ecologia e ambiente. Una grande novità di quest’anno è l’avvio del nuovo Ciclo di studi inter-Facoltà e inter-Istituto Ecologia e ambiente, istituito il 7 ottobre 2021 da Papa Francesco, espressione della cattedra Unesco creata in quell’occasione dal direttore generale Audrey Azoulay. Il Ciclo prevede una laurea triennale e una laurea magistrale con l’obiettivo di formare dei “manager della sostenibilità”. Manager non solo in accezione imprenditoriale, spiega ancora il rettore: “Si vuole adottare un contesto più ampio che ancori al significato del termine ‘manager’ le azioni di ‘gestire’, ‘governare’ e ‘progettare’ la sostenibilità, collegando al profilo più tecnico con il quale si ‘legge’ il tema ambientale un substrato di tipo teologico-filosofico in modo che l’umano diventi fondamento e finalità, e sempre coniugando conoscenza, competenza, ricerca e responsabilità, come ci ha chiesto lo scorso 7 ottobre il Papa”.

Al servizio della Chiesa e della società. Il Pontefice ha auspicato in quell’occasione azioni concrete. Quale la risposta dell’Ateneo? “Le università hanno tre missioni fondamentali – risponde Buonomo -:

ricerca, formazione, apertura al territorio.

Per la Lateranense questo significa essere sia istituzione ecclesiale al servizio della Chiesa e delle Chiese locali, sia strumento al servizio della società, dunque al servizio di entrambe le comunità abitate dall’uomo”. Di qui la mission di“formare persone in grado di trasformare il sociale, migliorarlo nella prospettiva legata alla Rivelazione e alla Dottrina sociale della Chiesa. Non in modo confessionale, bensì rendendo il credente collaboratore e partecipe della costruzione della società”.Scuola della pace. E in questa fase di sconvolgimento internazionale, di “terza guerra mondiale totale”, come l’ha definita di recente il Papa, nel 2023 la Lateranense organizzerà un importante evento per ricordare i 60 anni della Pacem in terris (11 aprile 1963) di Giovanni XXIII. Ma non solo. Oltre all’ormai collaudato Corso in Scienze della pace e cooperazione internazionale (laurea triennale e laurea magistrale), “dal 3 al 4 dicembre – annuncia il rettore – l’Ateneo ospiterà la Scuola itinerante della pace che è espressione congiunta di un’attività tra l’Università stessa e l’organizzazione Leaders pour la Paix”. Aperta a studenti universitari e dell’ultimo anno delle scuole superiori, obiettivo della Scuola è “trasmettere i valori della pace nella loro identificazione etica e religiosa, le tecniche di prevenzione e di soluzione dei conflitti, l’azione per affrontare i principali fattori che determinano i conflitti: crisi ambientali, energetiche, alimentari, educative”. Perché – conclude Buonomo –” educare i più giovani alla pace è strategico.

Come ha ribadito il Papa nel suo recente viaggio in Kazahstan, tutti, nessuno escluso, siamo chiamati a concorrere alla pace”.

Le diverse lezioni ed esercitazioni saranno tenute da ex capi di Stato e di governo, da docenti della Lateranense e delle Università di Ginevra, di Sciences Po, de Il Cairo.

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