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Unhcr: 79,5 milioni di persone in fuga nel mondo, record senza precedenti

Due terzi dei 79,5 milioni di persone in fuga nel mondo (1% della popolazione mondiale) provengono da Siria, Venezuela, Afghanistan, Sud Sudan e Myanmar. La cifra è raddoppiata in 10 anni. Circa 30-34 milioni sono minori. Solo 385.000 persone riescono a tornare a casa ogni anno. Sono i dati del rapporto Global trends diffuso oggi dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati

(Foto ANSA/SIR)

Una cifra record, “senza precedenti”. Quasi il doppio rispetto al 2010, quando erano 41 milioni. E dietro questi numeri di sono volti e sofferenze di donne, uomini, bambini. Alla fine del 2019 risultavano essere in fuga 79,5 milioni di persone nel mondo, di cui 30-34 milioni sono minori, decine di migliaia dei quali non accompagnati. Il 4% sono di età pari o superiore ai 60 anni. Due terzi dei 79,5 milioni di persone in fuga nel mondo provengono da cinque Paesi: Siria, Venezuela, Afghanistan, Sud Sudan e Myanmar. Sono le stime rese note oggi dall’Unhcr (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) nel suo rapporto annuale Global Trends, diffuso due giorni prima della Giornata mondiale del rifugiato del 20 giugno.  Gli esodi forzati riguardano oggi  più dell’1 per cento della popolazione mondiale – 1 persona su 97 – mentre continua a diminuire inesorabilmente il numero di coloro che riescono a fare ritorno a casa.

Solo 385.000 persone riescono a tornare a casa ogni anno. Negli anni Novanta, infatti, una media di 1,5 milioni di rifugiati riusciva a fare ritorno a casa ogni anno. Negli ultimi dieci anni la media è crollata a circa 385.000. Dei 79,5 milioni di persone che risultavano essere in fuga alla fine dell’anno scorso,

45,7 milioni erano sfollati all’interno dei propri Paesi.

La cifra restante era composta da persone fuggite oltre confine, 4,2 milioni delle quali in attesa dell’esito della domanda di asilo, e 29,6 milioni tra rifugiati (26 milioni) e altre persone costrette alla fuga fuori dai propri Paesi. L’incremento annuale, rispetto ai 70,8 milioni di persone in fuga registrati alla fine del 2018, rappresenta il risultato delle

nuove crisi nella Repubblica Democratica del Congo, nella regione del Sahel, in Yemen e in Siria

(13,2 milioni di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati interni, più di un sesto del totale mondiale) e di una migliore mappatura della situazione dei venezuelani fuori dal proprio Paese.

8 rifugiati su 10 vivono in Paesi in via di sviluppo. L’80% delle persone in fuga nel mondo si trova in Paesi o territori afflitti da insicurezza alimentare e malnutrizione grave – molti dei quali soggetti al rischio di cambiamenti climatici e catastrofi naturali. Oltre i tre quarti dei rifugiati di tutto il mondo (77 %) provengono da scenari di crisi a lungo termine come l’Afghanistan. Oltre otto rifugiati su 10 (85 %) vivono in Paesi in via di sviluppo, generalmente in un Paese confinante con quello da cui sono fuggiti. .“Siamo testimoni di una realtà nuova che ci dimostra come gli esodi forzati, oggi, non soltanto siano largamente più diffusi, ma, inoltre, non costituiscano più un fenomeno temporaneo e a breve termine”, dichiara l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi: “È necessario adottare sia un atteggiamento profondamente nuovo e aperto nei confronti di tutti coloro che fuggono, sia un impulso molto più determinato volto a risolvere conflitti che proseguono per anni e sono alla radice di immense sofferenze”.