Romania: scuole cattoliche, istruzione di qualità dagli asili agli atenei

Dopo la caduta del regime comunista, l’educazione cattolica era stata una priorità dei vescovi romano-cattolici e greco-cattolici del Paese. Oggi gli istituti sono 56, dalle scuole dell'infanzia fino alle facoltà universitarie. Le parole di mons. Aurel Percă, presidente della Conferenza episcopale romena, e di don Ion Riba, presidente del Segretariato nazionale dell’educazione cattolica

Visita di mons. Perca al Collegio romano-cattolico di Bucarest, prima della pandemia

Con pensiero di “apprezzamento e incoraggiamento” si è rivolto, il 13 maggio, mons. Aurel Percă, presidente della Conferenza episcopale romena, verso tutte le persone coinvolte nell’attività educativa. In un messaggio trasmesso in occasione della Giornata mondiale per l’educazione cattolica, celebrata quest’anno per la prima volta in Romania, mons. Percă evidenzia le tante provocazioni che hanno dovuto affrontare alunni, genitori e personale didattico, in questo periodo di pandemia.

L’esempio di san Giuseppe. “Tutti coloro che sono coinvolti nell’attività di educazione hanno fatto grandi sforzi per trovare i mezzi adatti per rispondere” alle sfide attuali. Ricordando poi il magistero della Chiesa, il vescovo ha sottolineato il diritto universale all’educazione e il ruolo dei genitori nella formazione dei ragazzi. “Nell’anno dedicato a san Giuseppe – ha detto –, lasciamoci illuminare dal suo esempio, che rimane modello per tutti quelli che hanno ricevuto da Dio la missione di prendersi cura degli altri. Nella Giornata mondiale dell’educazione cattolica, penso soprattutto agli alunni delle nostre scuole cattoliche e alle loro famiglie, ai professori e gli altri impiegati, ai collaboratori e a chi è coinvolto nel buon svolgimento dell’attività didattica. Dio vegli sul vostro servizio e vi aiuti a portare frutto che rimanga (cfr. Gv 15,16), per i giovani di oggi e per il futuro della Chiesa e della società”.

Rinascita dopo il regime. Con una vecchia tradizione nel campo educativo, la Chiesa cattolica in Romania ha visto chiudere tutte le sue istituzioni scolastiche nel 1948, e per più di 40 anni è stata privata dal diritto all’istruzione cattolica, durante il regime di Ceausescu.

Dopo il 1990, l’educazione cattolica è stata tra le priorità di tutti i vescovi romano-cattolici e greco-cattolici della Romania

che si sono preoccupati non solo di aprire scuole cattoliche, nei diversi livelli d’istruzione, ma anche a formare personale didattico. E nella rinascita delle istituzioni scolastiche cattoliche hanno avuto un grande contributo le congregazioni religiose, che anche oggi amministrano asili nido, scuole primarie e ginnasi. Dopo più di 30 anni dalla caduta del regime dittatoriale, la Chiesa cattolica in Romania offre adesso istruzione a più di 12mila alunni, in 56 istituzioni: 18 asili nido, 7 scuole primarie, 5 ginnasi, 21 licei e 5 facoltà universitarie.

Il sostegno delle autorità civili. “Le scuole cattoliche sono aperte a tutti”, assicura al Sir don Ion Riba, presidente del Segretariato nazionale dell’educazione cattolica. “Le nostre scuole sono spazi per l’istruzione scolastica generale, perché seguono il programma d’insegnamento statale, ma anche spazi di formazione integrale e di dialogo ecumenico e interreligioso. E questo è per noi una ricchezza”, spiega don Riba. “Purtroppo, in Romania, il sintagma ‘educazione cattolica’ c’è solo nell’ambito della chiesa e non viene riconosciuta come tale dallo Stato. Tutte le istituzioni scolastiche amministrate dalle diocesi o da varie congregazioni religiose funzionano sia come scuole pubbliche sia come scuole private. Nella legislazione romena è prevista anche la scuola confessionale, ma non è ancora ben definita. Comunque, dopo aver ricevuto il riconoscimento dallo Stato, le istituzioni scolastiche cattoliche sono aiutate dalle autorità civili, che provvedono agli stipendi del personale. Altre spese sono coperte dalla Chiesa e da vari benefattori”.

Istruzione di qualità. In un Paese a maggioranza ortodosso, dove i cattolici, di rito latino, bizantino e armeno, sono il 6% della popolazione, le scuole cattoliche rappresentano lo 0,7% delle istituzioni scolastiche della Romania. Poche ma buone.

Considerate nel passato scuole d’élite, le scuole cattoliche sono anche oggi molto ricercate dai genitori

per l’attenzione alla formazione integrale dei ragazzi, per gli ambienti scolastici moderni e per l’alto livello del processo educativo. Sono considerate tra le migliori scuole e collaborano con istituzioni private e cattoliche, della Romania e all’estero, attraverso vari contributi al processo educativo, gemellaggi e scambi scolastici.

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