Durante il viaggio apostolico in Africa papa Leone ha elogiato l’ospitalità del popolo algerino, la fame di giustizia e l’impegno per la pace dei camerunensi, la gioia che si respira in Angola. Iniziando la sua visita dall’Algeria, patria di Agostino in cui l’Islam è oggi religione di Stato, il successore di Pietro ha confortato la fede della piccola comunità cristiana locale, ma – sulla scia di Francesco – ha anche ricordato ai rappresentanti della società civile che “siamo tutti fratelli e sorelle, perché abbiamo lo stesso Padre nei cieli”. E proprio da questo profondo e autentico senso religioso, ben diverso da quello di alcune società che “si credono avanzate, ma predicano una religione senza pietà e una vita sociale senza solidarietà”, scaturisce il valore dell’ospitalità, profondamente radicato nelle comunità berbere, un dovere sacro, insieme a quello dell’elemosina, praticata più come gesto di giustizia che di carità, poiché è ritenuto ingiusto colui che accumula per sé e resta indifferente alle necessità degli altri.
Giunto in Camerun, il Papa ha definito questo paese “una promessa di pace e di fraternità” per l’Africa. Ha ricordato l’impegno di uomini e donne, cristiani e musulmani, che anche in un contesto di grave crisi e conflitto hanno saputo costruire unità e promuovere la riconciliazione, continuando a credere nella forza del dialogo e divenendo così un esempio per il mondo intero. E anche qui ha denunciato, alla luce delle Beatitudini, le mistificazioni di chi “piega le religioni e il nome di Dio ai propri obiettivi militari, economici o politici, trascinando ciò che è santo in ciò che vi è di più sporco e tenebroso”. Parole forti che Leone ha ulteriormente rimarcato rivolgendosi ai “signori della guerra che fingono di non sapere che basta un attimo a distruggere, ma non basta una vita intera a ricostruire. Spendono miliardi di dollari per uccidere e devastare, ma non trovano le risorse necessarie a curare, educare, risollevare”. Ma se “una manciata di tiranni distrugge il mondo, una moltitudine di fratelli e sorelle solidali lo tiene in piedi. E il cuore del Padre non è con i malvagi e con i prepotenti: il cuore di Dio è con i piccoli, con gli umili e con loro porta avanti il suo Regno d’amore e di pace, giorno dopo giorno”.
In Angola il Papa è stato contagiato dalla gioiosa accoglienza ricevuta, che stride con la povertà estrema presente anche in questo paese. “E tuttavia l’Africa è per il mondo intero una riserva di gioia e di speranza – ha detto ancora Leone – perché i suoi giovani e i suoi poveri sognano ancora, sperano ancora, non si accontentano, desiderano rialzarsi, prepararsi a grandi responsabilità, giocarsi in prima persona”.
Certo nei suoi interventi il Papa si è dimostrato molto consapevole della gravità dei problemi che affliggono il continente africano. Ha ricordato a più riprese il dramma della miseria e delle migrazioni, causato soprattutto dalle politiche predatorie delle potenze mondiali che, anche dopo la fine del colonialismo, continuano a depauperare i paesi africani delle loro ricchezze, a prezzo di devastazioni sociali e ambientali. Non ha taciuto la presenza di fanatismi religiosi, guerre civili e conflitti tribali che seminano violenza, divisioni e aumentano la povertà. Ha denunciato la piaga della corruzione di un potere che, anziché mettersi a servizio, persegue il proprio tornaconto. Ma, nonostante tutto questo, papa Leone sembra convinto che proprio l’Africa possa aiutare il mondo a ritrovare uno sguardo diverso sulla vita, a liberarsi da quella tristezza che tante volte lo affligge. A maturare un’idea nuova di sviluppo rispetto a quella oramai estenuata di una civiltà commerciale ed edonistica quale è la nostra.
Una simile rivoluzione forse davvero non può che partire dal continente che fu la culla della vita, quello che noi continuiamo a depredare e a respingere, ma sotto il cui cielo ci ricordiamo che “la realtà ci supera da tutte le parti, che Dio è veramente grande e che tutto viviamo alla sua misteriosa presenza”.
Dall’Africa la salvezza
Durante il viaggio apostolico in Africa papa Leone ha elogiato l’ospitalità del popolo algerino, la fame di giustizia e l’impegno per la pace dei camerunensi, la gioia che si respira in Angola.