Anche il dialogo interreligioso è uno strumento efficace per prevenire – o estirpare – il razzismo tra i giovani. Cominciando a scuola. È questa l’idea che ha spinto la Focsiv a impegnarsi nelle scuole di quattro regioni – Piemonte, Lazio, Puglia e Sicilia – per portare le testimonianza di esponenti di religioni diverse e delle associazioni della diaspora straniera in un progetto che coinvolge oltre 300 ragazzi. Le attività, che prevedono anche laboratori e percorsi artistici di educazione, sono cominciate da circa un mese e si concluderanno in questa XXII Settimana di azione contro il razzismo dal 14 al 22 marzo, intitolata quest’anno “Guardiamo oltre il pregiudizio” e promossa dall’Unar. Ed è proprio l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, infatti, che sostiene il progetto, portato avanti da Focsiv in queste settimane, assieme alle ong associate Cisv, Comi, Copi e Pce.
Laboratori creativi con gli studenti. La Federazione – che riunisce 99 organismi di volontariato internazionale di ispirazione cristiana – da sempre, nei suoi progetti di cooperazione allo sviluppo nei Paesi del Sud del mondo, parte dal dialogo con le realtà locali, con le culture e le espressioni di fede. Forte di questa esperienza ha strutturato il percorso in 16 laboratori creativi. Momenti in cui i ragazzi sono stimolati a produrre contenuti artistici originali sui temi dell’iniziativa. “Attraverso la produzione di mini-videostorie, fumetti, canzoni e performance teatrali e musicali – spiegano gli organizzatori – ragazze e ragazzi lavoreranno alla decostruzione degli stereotipi, per smontare e disinnescare i pregiudizi”. Coinvolti nelle attività studenti e insegnanti, assieme a operatori del terzo settore e giovani del Servizio civile universale.

Due eventi nazionali e altri incontri. Poi ci sono i quattro webinar, incontri pubblici online con rappresentanti di comunità religiose e testimonianze di integrazione da parte delle comunità straniere. Il tutto accompagnato da una campagna di comunicazione. Il progetto Focsiv si chiude con due eventi nazionali a Roma. Il primo è il seminario in presenza, venerdì prossimo 20 marzo, presso la sala Conferenze di Villa Altieri in viale Manzoni 47, grazie alla collaborazione e al supporto dell’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale. L’altro evento pubblico, sabato 22 marzo a Roma, Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, prevede una “Passeggiata decoloniale” di due ore circa nella zona di Piazza Vittorio, nel quartiere multietnico dell’Esquilino, in collaborazione con QuestaèRoma: previsti due momenti di spettacolo, sotto forma di flashmob e di arte di strada, sul superamento di ogni discriminazione attraverso l’arte e il dialogo interreligioso.
“In un’Italia attraversata da nuove tensioni sociali, dalla polarizzazione del dibattito e dal riemergere di fenomeni di razzismo , investire sul dialogo è fondamentale”,
sottolinea Focsiv: “La cooperazione non è soltanto trasferimento di competenze o risorse, ma incontro tra identità plurali: religioni e culture, quando messe in relazione, diventano strumenti per ricostruire legami, favorire la cultura del rispetto, generare comprensione reciproca e promuovere percorsi di cittadinanza inclusiva”.
L’importanza del dialogo interreligioso. “Per Focsiv il dialogo interreligioso è un elemento costitutivo del proprio agire – spiega la presidente Ivana Borsotto – perché la cooperazione internazionale è possibile solo riconoscendo la pluralità delle identità e valorizzando la dimensione religiosa come parte integrante delle relazioni umane”. Convinzione che lo scorso ottobre 2025 si è tradotta nel Pellegrinaggio Interreligioso a Srebrenica, organizzato da Focsiv con l’ Ucoii, oggi partner di supporto dell’attuale progetto contro il razzismo: “I partecipanti, di fedi e origini diverse, hanno scelto di compiere insieme un cammino di memoria e riconciliazione – ricorda la presidente Focsiv – rendendo omaggio alle vittime del genocidio di trent’anni fa. È stata un’esperienza profondamente umana e trasformativa: un incontro tra differenze che ci ha dimostrato come il dialogo interreligioso non sia solo possibile, ma oggi più che mai necessario contro pregiudizi e discriminazioni. Per promuovere una società più equa e coesa. È la strada su cui continuiamo a lavorare per costruire comunità aperte, inclusive e solidali”.

