Infortunio mortale all’Ilva: è il secondo in pochi giorni, gravi analogie

All’Ilva si continua a morire nell’indifferenza e nel silenzio delle istituzioni. Un operaio di 26 anni, Loris Costantino, di Talsano, dipendente della ditta di pulizia Gea Power dell’indotto ex Ilva è precipitato questa mattina da un piano di calpestio in una linea di agglomerato dello stabilimento ex Ilva di Taranto

Foto Calvarese/SIR

All’Ilva si continua a morire nell’indifferenza e nel silenzio delle istituzioni. Un operaio di 26 anni, Loris Costantino, di Talsano, dipendente della ditta di pulizia Gea Power dell’indotto ex Ilva è precipitato questa mattina da un piano di calpestio in una linea di agglomerato dello stabilimento ex Ilva di Taranto. È morto poco dopo in ospedale, come confermano fonti dell’Asl. L’incidente sarebbe accaduto a seguito del cedimento di un grigliato mentre era intento a lavorare alla pulizia di un nastro trasportatore, nell’area ‘agglomerato’, all’altezza di almeno 10 metri: l’analogia con l’incidente nel quale, lo scorso 12 gennaio, aveva perso la vita l’operaio, dipendente ex Ilva, Claudio Salamida, originario di Alberobello, è fin troppo evidente. Anche in quel caso a provocare la morte dell’operaio era stato il cedimento di un piano di calpestio, in quel caso del convertitore3 dell’acciaieria2 posto a circa 7-8 metri d’altezza. Segno che le condizioni di obsolescenza degli impianti sono ormai intollerabili e che anche il semplice spostamento all’interno dei reparti, in totale assenza di manutenzioni, rappresenta un serio rischio.

La caduta ha provocato gravi lesioni al torace e ad un braccio, prontamente soccorso e portato in ambulanza all’ospedale Santissima Annunziata, si è spento in conseguenza delle gravi ferite.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i Vigili del fuoco e il personale dello Spesal per svolgere i rilievi del caso, che serviranno per fare piena chiarezza sull’accaduto e sulle eventuali responsabilità.

Immediate le reazioni, naturalmente di segno diverso: da parte sindacale si protesta per le condizioni di lavoro in uno stabilimento portato, giorno dopo giorno, al disfacimento. Da parte ambientalista si evidenzia come non esistano più le condizioni per continuare l’attività produttiva.

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