Ieri il Consiglio dei ministri ha varato il decreto bollette, che rafforza il sostegno alle famiglie vulnerabili e numerose. Il provvedimento, frutto di una lunga trattativa, introduce il disaccoppiamento tra il prezzo dell’energia elettrica e quello del gas: in parole semplici, significa che il costo dell’elettricità non sarà più legato automaticamente a quello del gas, evitando che eventuali rincari del gas finiscano per contribuire a far aumentare anche le bollette della luce. Il decreto prevede inoltre un bonus aggiuntivo di 115 euro per i nuclei fragili.

(Foto Forum associazioni familiari)
Il Forum delle Associazioni Familiari si dice “molto soddisfatto per i nuovi stanziamenti per il bonus energia”. Oggi – spiega al Sir il presidente del Forum, Adriano Bordignon – per le famiglie che si ritrovano a vedere il potere d’acquisto delle retribuzioni eroso questo intervento diventa significativo. Il decreto – aggiunge – rafforza il bonus sociale per l’energia elettrica, garantendo uno sconto aggiuntivo di 115 euro annui per le famiglie vulnerabili con un Isee fino a 10.000 euro. Questo si aggiunge ai 200 euro già previsti, portando il totale del bonus a 315 euro. In realtà si tratta di un Isee ancora molto basso. Nel decreto si prevede infatti che i fornitori di energia avranno la possibilità di offrire uno sconto volontario di almeno 60 euro annui ai consumatori con Isee fino a 25.000 euro che non accedono al bonus sociale”. Da qui l’auspicio del Forum affinché “vi siano azioni per un’adesione massiccia dei fornitori”.
Tuttavia, “se è molto significativo l’ammontare delle risorse messe a disposizione” prosegue Bordignon che chiede però una revisione strutturale del sistema bonus. “Da anni – sottolinea – denunciamo il fatto che gli scaglioni di accesso al bonus nonché il valore stesso del bonus, non rispecchiano le esigenze delle famiglie bisognose, in particolare quelle numerose. Il numero di figli a carico ha un’incidenza diretta ed evidentissima sull’aumento dei consumi di energia e gas, oltre ad avere una correlazione con il rischio di povertà. Basti pensare al numero di ‘lavatrici’, ai computer collegati, alle stanze da scaldare, ai pasti da preparare. La variabile figli è determinante”.
I profili su cui il Forum chiede una revisione riguardano quindi le soglie Isee di accesso e l’importo del bonus. Per accedere al bonus – spiega Bordignon – è richiesto un Isee massimo di 9.796 euro o, in caso di famiglia con almeno quattro figli, un Isee di 20.000 euro.
“Di fatto si equipara un single a una famiglia con tre figli”.
Inoltre, “sono scaglioni che non intercettano pienamente gli stati di povertà energetica, ma solo situazioni drammatiche. Richiediamo perciò una revisione di tali scaglioni affinché venga garantita una piena progressività delle soglie di accesso in funzione del numero dei figli, senza scaglioni sommari e riduttivi”.
Bordignon ribadisce infine che “la stessa quantificazione del bonus va meglio proporzionata al numero dei figli”. Per il bonus idrico, ad esempio, “è stata accolta la nostra proposta, che prevede un aumento del contributo proporzionalmente al numero dei componenti. Si richiede di applicare lo stesso criterio anche ai bonus energia e gas”.

