Alla vigilia della visita di Papa Leone XIV, prevista per domenica 22 febbraio 2026, don Javier Ortiz, parroco della basilica del Sacro Cuore di Gesù a Roma, racconta l’emozione e la gratitudine della comunità parrocchiale. “Una grande grazia del Signore e del Santo Padre”, afferma il parroco, ricordando come già Papa Francesco avesse definito questa realtà “una parrocchia del centro della periferia di Roma”. Un luogo dove i residenti sono pochi, ma le persone di passaggio sono tantissime: pellegrini, studenti universitari, migranti, persone che vivono attorno alla stazione Termini. Una parrocchia cosmopolita, “qui c’è il mondo”, che vive la carità concreta attraverso i volontari della “Banca dei talenti”, l’incontro con i poveri ogni venerdì sera, il centro d’ascolto, i corsi di lingua italiana per stranieri e l’esperienza di vita comunitaria di giovani consacrati. Nel cuore della città, il Sacro Cuore resta una chiesa sempre aperta: sei messe al giorno, confessioni continue, accoglienza senza distinzione, in uno spirito missionario che vuole “arrivare all’ultimo”. La visita del Papa è attesa come incoraggiamento e nuova spinta evangelizzatrice: un segno per continuare a testimoniare Gesù nel cuore di Roma.

