Mentre le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 accendono i cuori degli sportivi in tutto il mondo, nel capoluogo lombardo prende forma un’altra sfida – fatta non di medaglie, ma di relazioni e creatività condivisa – con al centro l’Ucraina. È il progetto internazionale Brera–Kharkiv, frutto della collaborazione tra il Liceo artistico di Brera e l’Università nazionale Karazin di Kharkiv: un partenariato educativo per unire studenti italiani e ucraini, molti dei quali fuggiti da Mariupol e Kharkiv, nel segno della passione comune per l’arte.
Spirito olimpico e resilienza. L’iniziativa ha dato vita alla mostra Athletes of Art, con opere firmate da artisti italiani e ucraini come Olga Nikitenko, Jeanfilip, Eros Guglielmo, Liliia Kaluzhyna e Luca from the Oil. A legare insieme i lavori, il racconto in chiave visiva dello spirito olimpico unito alla forza di resilienza del popolo ucraino, a quattro anni dall’invasione del Donbass. Tra i soggetti più evocativi, sagome dai colori caldi che evocano corpi vivi in un Paese ferito: “Quando studenti italiani e ucraini creano insieme, non è solo un progetto artistico ma una visione comune del futuro”, ha commentato Olena Zadyryka, del programma Art Trip – Eyes of Humanity.
Scuola e contemporaneità. Ad aver avuto l’idea dell’iniziativa è stata la dirigente scolastica del Liceo di Brera, Emilia Ametrano, convinta che “la scuola debba essere parte attiva della contemporaneità”. Il progetto è stato seguito dalla docente Stefania Donno, mentre la curatela artistica è firmata da Iryna Fedorenko, artista ucraina di Mariupol. Insieme a lei, gli studenti italiani e ucraini hanno realizzato anche il documentario Occhi dell’Umanità, con l’obiettivo di raccontare la guerra non come cronaca di distruzione ma come esperienza umana e di rinascita.

(Foto courtesy of Vitaworld
Il coraggio di studiare. “Non volevamo un film sulle vittime, ma sul coraggio di chi continua a studiare e a creare”, spiega Iryna Fedorenko. Come sottolinea invece Natalia Siassina, presidente dell’associazione Vitaworld che ha coordinato la partnership fra gli istituti, la maggior parte degli studenti ucraini sta proseguendo gli studi presso la sede tedesca dell’Università Karazin, aperta a Monaco di Baviera proprio per garantire ai profughi e agli sfollati di poter continuare gli studi con regolarità.
Nelle case dei milanesi. La collaborazione con il liceo artistico è stata l’occasione per loro di essere ospitati da famiglie milanesi, dando vita a un “modello virtuoso di cooperazione tra Italia e Ucraina” come dichiarato da Diana De Marchi, consigliera comunale con delega alle Pari opportunità. In questa stessa prospettiva, la diplomatica per la cultura Valentyna Bilan ha ricordato che “gli studenti di oggi non sono semplici partecipanti a un progetto internazionale, bensì rappresentano la generazione che ricostruirà l’Ucraina e rafforzerà lo spazio europeo dopo la guerra”. Il dialogo tra Brera e Kharkiv, continua Bilan, dimostra che “l’educazione artistica può trasformare il trauma in responsabilità, cooperazione e in una nuova qualità di partenariato tra le nazioni”.
Lo spirito dei Giochi. Nel gelo e nelle difficoltà quotidiane del quarto inverno di guerra per l’Ucraina, Athletes of Art diventa così un piccolo simbolo nella cornice delle Olimpiadi ma con il cuore rivolto a un’altra gara, ben più grande: quella per la sopravvivenza della cultura e dei legami umani, ispirata allo spirito dei Giochi, terreno d’incontro e non di scontro fin dalle loro origini ai piedi del Monte Olimpo.

