Il famoso “Carnevale di Venezia” ha avuto proprio …buon gioco, quest’anno, a collegarsi con le imminenti Olimpiadi invernali di Milano Cortina assegnandosi il tema “Olympus – Alle origini del gioco” in un’edizione speciale che vuole affiancare i Giochi Olimpici e Paralimpici che cominciano a snodarsi nel nostro territorio veneto negli stessi giorni. “Il Carnevale di Venezia – leggiamo in una nota piuttosto enfatica ma indicativa – si è aperto a un regno senza tempo, dove il mito incontra la storia e le acque della laguna riflettono i gesti esterni delle antiche arene, trasformando la città in una moderna Olimpia diffusa, celebrando l’incontro tra cultura, sport e territori”. Esattamente domenica scorsa 1 febbraio si è potuto assistere al suggestivo corteo acqueo in Canal Grande, con lo scoppio della “Pantegana” sotto il Ponte di Rialto, e nello stesso giorno era al via la programmazione sul palco di piazza San Marco. In vista appunto dei Giochi Olimpici che partono in questo weekend (6-22 febbraio) e di quelli Paralimpici (6-15 marzo) il classico “Carnevale” ha voluto inserirsi nel programma multidisciplinare che anima l’Italia. “Con il Carnevale di Venezia 2026 – leggiamo ancora in quella nota ufficiale – l’Olimpiade culturale di Milano Cortina 2026 continua a dare forma a un racconto diffuso e inclusivo, dove la tradizione diventa ponte tra mito e futuro, trasformando Venezia nella capitale del gioco e della meraviglia. Una scintilla pronta ad accompagnare l’Italia verso i Giochi, unendo persone e culture in un’unica grande celebrazione”. Si può certamente dire che opera lo stesso “spirito di festa”, pur in riti differenti, spirito di amicizia e di fraternità universale. In modo speciale nei Giochi Olimpici, per i quali, purtroppo inutilmente, papa Leone XIV e lo stesso presidente della repubblica italiana Mattarella hanno nuovamente chiesto, alla vigilia dell’apertura, il rispetto di una “tregua olimpica” agli attori di tante guerre in corso nel mondo, in particolare di quella micidiale nel cuore dell’Europa. Anzi, si potrebbe arguire che si è trattato proprio di una beffarda “carnevalata” annunciare a fine febbraio (da parte dell’istrione Trump e dell’amico Putin) la sospensione dei bombardamenti sulle città ucraine e sugli impianti energetici della nazione per almeno una settimana, mentre è durata solo poche ora con la pressoché immediata ripresa incessante di lanci di quei tragici coriandoli di missili e di droni che continuano a imperversare sulle innocenti popolazioni, senza risparmiare i bambini che desidererebbero – e ne avrebbero ben diritto, dopo quattro anni di “digiuno” da un vero e rasserenante gioco – ben altre stelle filanti sulle loro teste… Intanto, sempre nei giorni di questo breve Carnevale, i professionisti della guerra e della guerriglia si son fatti forti anche in Italia, organizzati da veri e propri terroristi, rendendosi nelle vie di Torino orgogliosi protagonisti di quelle scene indecenti e criminali che tutti hanno potuto “ammirare”. C’è qualcuno che ancora difende questi autentici delinquenti, il cui unico scopo è distruggere, attaccare e assalire le forze dell’ordine, tenere sotto scacco una città? Ben altra cosa dal “protestare pacificamente” per rivendicare qualche diritto, senza dire che nel caso del torinese Askatasuna (abusata parola basca che significherebbe “libertà”), si tratterebbe del diritto alla illegalità! Chissà se le opposizioni si umilieranno a concordare con la maggioranza un’apposita mozione contro questo annoso problema di ordine pubblico e a condividere con il governo misure severe contro i nuovi “terroristi” che giocano con scudi e armi proprie o improprie…
Ma, tornando più giocosamente al Carnevale, osserviamo semplicemente che almeno quello di Venezia rispetta le scadenze di calendario, iniziando il 1° di febbraio con il rito della “Pantegana”, una sorta di carro (anzi, cargo…) allegorico lungo il Grande Canale centrale, facendola scoppiare con la festa di coriandoli, forse per esorcizzare le tante “pantegane” che circolano anche da quelle parti. Altrove invece non ci si cura del calendario, poiché – Cavarzere docet – le sfilate si organizzano ben dentro la Quaresima (nella nostra cittadina lungo l’Adige addirittura nella V domenica, già I domenica di Passione…). Ci spiegano che, dovendo assicurarsi la partecipazione del maggior numero di “carri” dal circondario, occorre differenziare e differire le date delle manifestazioni; ma dissentiamo comunque: ogni cosa a suo tempo! Largo, comunque, alle maschere di ogni tipo in questi ultimi giorni: ci piacerebbe tornare a vedere, lungo le vie (ma sono rimasti ben pochi bambini), anche le gustose e allusive maschere classiche e non solo i “supereroi” che la fanno da padroni. Emerge talora – è comprensibile – il bisogno di “mascherarsi” o anche la consapevolezza di avere sempre un po’ di maschera che ci scherma dagli altri. Sarebbe bello riuscire a toglierla – quella dell’indifferenza o della finzione, quella del potere oppressivo e assassino o il passamontagna della violenza – per condividere una fraternità che ci accomuna in un volto davvero libero.
Tra Giochi e maschere
Il famoso "Carnevale di Venezia" ha avuto proprio ...buon gioco, quest'anno, a collegarsi con le imminenti Olimpiadi invernali di Milano Cortina assegnandosi il tema "Olympus - Alle origini del gioco" in un'edizione speciale che vuole affiancare i Giochi Olimpici e Paralimpici che cominciano a snodarsi nel nostro territorio veneto negli stessi giorni.