Devianza minorile e truffe digitali: cresce l’allarme tra giustizia, scuola e sicurezza

Dai dati della giustizia minorile ai rapporti di Save the Children, Terre des Hommes e Fabi, fino ai comunicati di Polizia postale e procure distrettuali, emerge un quadro preoccupante su violenza giovanile e criminalità online. Le istituzioni chiedono risposte integrate tra prevenzione educativa e contrasto investigativo

(Foto Calvarese/SIR)

Cresce in Italia la devianza giovanile, mentre si consolida una nuova frontiera di criminalità digitale fatta di truffe online, furti di identità e abusi commessi attraverso la rete. Due fenomeni distinti ma sempre più intrecciati, che interrogano il sistema della giustizia minorile, le forze dell’ordine e il mondo educativo. Secondo quanto emerge dalle relazioni del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità e dagli interventi pronunciati in occasione delle inaugurazioni dell’anno giudiziario, si registra un aumento dei reati violenti commessi da minorenni, in particolare rapine, aggressioni con armi bianche e violenze sessuali. Nel distretto giudiziario di Milano, il Tribunale per i minorenni ha segnalato un incremento del 44% dei procedimenti per reati di natura sessuale che coinvolgono minori, dato diffuso nel corso della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario. Episodi di cronaca, come la recente rapina avvenuta a Milano ai danni di un adolescente minacciato con un coltello da un gruppo di coetanei, si inseriscono in un contesto che, secondo Procure distrettuali e forze dell’ordine, non rappresenta più una serie di casi isolati, ma una tendenza in crescita nelle principali aree urbane. Il quadro è confermato dal rapporto di Save the Children, elaborato sulla base di dati forniti dai ministeri dell’Interno e della Giustizia, che evidenzia un forte aumento del numero di minori trovati in possesso di coltelli e altre armi: i casi sono passati da 778 nel 2019 a 1.946 nel 2024. Un fenomeno che l’organizzazione interpreta come segnale di una crescente esposizione dei più giovani a modelli di violenza e conflitto. Sul versante dei reati contro i minori, il dossier “Indifesa” della Fondazione Terre des Hommes, basato sui dati del Servizio analisi criminale della Direzione centrale della Polizia criminale, rileva che nel 2024 in Italia sono stati registrati oltre 7.200 reati ai danni di minori, con un aumento di circa il 35% nell’arco di dieci anni. Accanto alla violenza fisica, cresce l’allarme per la criminalità digitale. Secondo un’analisi della Fabi-Federazione autonoma bancari italiani, basata su dati di settore e segnalazioni bancarie, le truffe e le frodi informatiche hanno sottratto ai cittadini italiani oltre 559 milioni di euro negli ultimi tre anni, con una marcata accelerazione nel periodo più recente. Tra i fenomeni emergenti viene segnalato anche il cosiddetto “digital kidnapping”, pratica descritta in studi e analisi di sicurezza informatica come l’uso fraudolento di immagini e dati personali sottratti dai social network, spesso riferiti a minori, per costruire false campagne di raccolta fondi o tentativi di estorsione. Sul fronte repressivo, comunicati della Polizia postale e delle comunicazioni, del Cnaipic-Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche  e di diverse Procure distrettuali – tra cui Milano, Roma, Napoli e Torino – documentano indagini che hanno portato ad arresti e iscrizioni nel registro degli indagati per reati commessi attraverso piattaforme web, social network e sistemi di comunicazione criptati, in particolare per truffe online, sfruttamento sessuale e adescamento di minori. Di fronte a questo scenario, magistratura e istituzioni richiamano la necessità di un approccio integrato. Dalle relazioni della giustizia minorile e dai documenti delle principali organizzazioni impegnate nella tutela dell’infanzia emerge la convinzione che alla repressione penale debbano affiancarsi politiche sociali, interventi educativi nelle scuole e percorsi di alfabetizzazione digitale. Anche sul piano investigativo, fonti della sicurezza segnalano un rafforzamento del coordinamento tra Procure e Polizia postale, con l’obiettivo di integrare la presenza territoriale delle Forze dell’ordine con competenze tecnologiche sempre più specialistiche. Una risposta necessaria a una criminalità che cambia volto, ma che continua a colpire in modo particolare le fasce più giovani della popolazione.

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