A Bari il 1° Simposio delle Chiese cristiane, “un punto di arrivo ma anche di partenza”

Si terrà a Bari il 23 e 24 gennaio il 1° Simposio delle Chiese Cristiane in Italia. Oltre 100 delegati provenienti da tutto il Paese si ritroveranno per individuare i percorsi che, nel prossimo biennio, le comunità delle diverse confessioni cristiane – cattolica, anglicana, evangeliche, ortodosse, protestanti – sono invitate a percorrere insieme.

“Un punto di arrivo ma anche e soprattutto un punto di partenza”. Così padre Gheorghe Militaru, vicario generale della Chiesa ortodossa romena, presenta il 1° Simposio delle Chiese Cristiane in Italia che si terrà a Bari il 23 e 24 gennaio. “Un punto di arrivo importante – spiega – che dà a tutti i responsabili e delegati delle Chiese di parlare tra di loro e valutare il percorso comune finora fatto, nel rispetto, nel dialogo, nell’aiuto reciproco e nella carità. Ma sarà anche un punto di partenza che dovrà seguire nel tempo. Inoltre, il Simposio si svolge nella Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani e questa concomitanza fortifica ancora di più la chiamata dei cristiani a vivere la preghiera di Gesù, che tutti siano una sola cosa. Un solo spirito, un solo corpo, una sola azione”.

La risposta di partecipazione è stata positiva: fino ad oggi sono arrivate alla segreteria organizzativa 132 prenotazioni. Sono delegati ufficiali di una ventina di Chiese cristiane presenti sul nostro territorio. Sono circa una cinquantina i partecipanti per la Chiese cattolica: sono stati invitati vescovi delegati regionali, incaricati regionali e referenti di gruppi, associazioni e movimenti. Saranno presenti 13 vescovi italiani. 50 saranno anche i delegati per le Chiese protestanti e pentecostali ed una trentina i partecipanti per le Chiese ortodosse e orientali. Il simposio di Bari nasce dopo tre anni di incontri dei responsabili delle Chiese che partecipano al Tavolo istituito presso la Segreteria Generale della Cei. “Non basta che i responsabili si incontrino”, racconta don Giuliano Savina, direttore dell’Ufficio Cei per il dialogo e l’ecumenismo -; è fondamentale che le comunità siano coinvolte, per evitare che si crei uno scollamento”.

Bari è stata selezionata perché è riconosciuta per la sua realtà ecumenica di grande significato e come città che si affaccia sul Mediterraneo.

Le celebrazioni e i momenti in plenaria sono aperti a tutti, così da coinvolgere le comunità locali e quanti sono interessati al tema. I partecipanti al Simposio rifletteranno sulla “Via italiana del dialogo”. Lo faranno confrontandosi nei gruppi di lavoro che hanno messo a tema diversi argomenti. E’ Luca Baratto, segretario esecutivo della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, a presentarli: “i laboratori rispondono all’idea di ecumenismo come grammatica di pace. Si concentrano soprattutto sul cambiamento del contesto sociale e internazionale”. Si parlerà quindi di pace e di come le Chiese possono contribuire alla costruzione della pace nella società e nello spazio pubblico.

“La domanda è se l’ecumenismo possa essere uno strumento di pace non solo nei rapporti tra le Chiese, ma anche nella società”.

Un altro gruppo si focalizzerà su come le Chiese possono esprimersi nello spazio pubblico valutando anche come stare insieme di fronte allo Stato su questioni importanti. Un gruppo si confronterà invece sulla spiritualità “in un mondo che sembra orientarsi verso altre forme di spiritualità, non più quella cristiana, che sembra aver perso il suo appeal”. Infine, ci sono questioni più interne che però pongono problemi tra le Chiese, come l’ospitalità eucaristica, i matrimoni interconfessionali e altre tematiche che sono considerate rilevanti. Don Savina sottolinea anche la metodologia che sarà adottata nei laboratori. Segue un doppio registro: il primo è orientato alla convergenza, “mettendo in evidenza ciò che unisce, pur nella diversità”. Il secondo registro riguarda l’azione. I gruppi si concentreranno su come applicare concretamente queste convergenze, individuando percorsi e riflessioni che possano guidare il lavoro futuro. “In questo modo, i laboratori non si limitano alla discussione teorica, ma propongono tracce concrete di cammino”. “Ciò che conta di più – prosegue Baratto – è che le Chiese che parteciperanno al simposio di Bari intendono camminare insieme”.

E con lo sguardo rivolto al futuro, il Simposio si concluderà con la sottoscrizione di un “Patto”, nell’impegno a proseguire nel cammino ecumenico.

Il programma. Il 23 gennaio, alle 18, nella Cattedrale di Bari, si terrà l’apertura con i saluti istituzionali e l’introduzione, a cui seguirà alle 21, nella Basilica di San Nicola, un concerto meditazione a cura della Fondazione “Frammenti di luce”. Il 24 gennaio, dalle 8.15 alle 8.45, ciascuna confessione proporrà la preghiera secondo la propria tradizione in un luogo significativo della città (Centro pastorale ortodosso romeno Santissima Trinità; Chiesa Cristiana Evangelica Battista; parrocchia San Ferdinando). Alle 17, nella Cattedrale, è prevista la conclusione del Simposio e alle 18.30 nella Basilica di San Nicola la Celebrazione ecumenica nazionale della Parola.

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