This content is available in English

Ue: l’economia regge all’urto della guerra. Ma i “fattori di rischio” non mancano

La Commissione europea ha presentato le "Previsioni di primavera". Il calo dei costi energetici e dell'inflazione rappresenta una boccata d'ossigeno per i settori produttivi e commerciali. Permane incertezza per le turbolenze geopolitiche. Il Pil comunitario cresce, ma lentamente. Migliora il mercato del lavoro. Dati italiani in chiaroscuro

Paolo Gentiloni (Foto Commissione europea)

“Abbiamo evitato la recessione” mentre “l’economia europea continua a mostrare resilienza in un contesto globale difficile”. Paolo Gentiloni, commissario Ue all’economia, nel presentare lunedì 15 maggio a Bruxelles le “Previsione economiche di primavera”, ha mostrato luci e ombre dell’economia dei Ventisette. Tra cifre e tabelle, ha osservato che i minori costi dell’energia portano un po’ di ossigeno ai processi produttivi e per i consumatori, che l’inflazione sta gradualmente diminuendo anche se “resta troppo alta”, che i conti pubblici dei Paesi membri sono assai differenti (anzi divergenti) tra loro. Qualche nota positiva emerge dal mercato del lavoro, mentre le turbolenze su scala globale rimangono fonte di rischi da non sottovalutare.

“Rimanere uniti”. Questo inizio d’anno “migliore del previsto innalza le prospettive di crescita per l’economia dell’Ue all’1,0% nel 2023 (0,8% nelle previsioni intermedie invernali) e all’1,7% nel 2024 (1,6% in inverno)”. Le Previsioni al rialzo per l’area dell’euro sono di entità simile, con una crescita del Pil ora prevista rispettivamente all’1,1% e all’1,6% nel 2023 e nel 2024. Per l’inflazione i dati sono al 5,8% nel 2023 e al 2,8% nel 2024 nell’area dell’euro. È quanto si legge nelle Previsioni economiche illustrate da Paolo Gentiloni. “L’economia europea è in condizioni migliori di quanto previsto lo scorso autunno”, secondo lo stesso Gentiloni. “Grazie agli sforzi determinati per rafforzare la nostra sicurezza energetica, un mercato del lavoro notevolmente resiliente e l’allentamento dei vincoli di offerta, abbiamo evitato una recessione invernale e siamo pronti per una crescita moderata quest’anno e il prossimo”. D’altro canto “l’inflazione si è dimostrata più vischiosa del previsto, ma si prevede che diminuirà gradualmente nel resto del 2023 e nel 2024. E il miglioramento delle finanze pubbliche dovrebbe continuare con il progressivo ritiro delle misure di sostegno all’energia”. Tuttavia, sottolinea il commissario, “i rischi rimangono notevoli e la brutale invasione dell’Ucraina da parte della Russia continua a gettare un’ombra di incertezza sulle prospettive. Dobbiamo rimanere vigili ed essere pronti a rispondere a eventuali shock futuri con la stessa unità e determinazione che ci hanno accompagnato in questi ultimi tre anni burrascosi”. “Possiamo essere orgogliosi del fatto che l’economia europea stia dimostrando una capacità di ripresa notevole. Non si tratta di un risultato da poco”, ha affermato il commissario. Eppure non è questo il momento del “compiacimento”, perché “l’inflazione resta alta e ciò significa che dobbiamo garantire che la politica fiscale sia coerente con le nostre priorità politiche”. Al contempo occorre “mantenere lo slancio nella attuazione dei piani di ripresa e resilienza”.

Salari fermi al palo. “L’economia europea è riuscita a contenere l’impatto negativo della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, resistendo alla crisi energetica grazie ad una rapida diversificazione dell’offerta e a un consistente calo dei consumi di gas”, sottolinea il documento previsionale. “I prezzi dell’energia nettamente più bassi si stanno facendo strada nell’economia, riducendo i costi di produzione delle imprese. Anche i consumatori stanno vedendo calare le loro bollette energetiche, sebbene i consumi privati siano destinati a rimanere contenuti poiché la crescita dei salari è in ritardo rispetto all’inflazione”. Sul mercato del lavoro si legge che è “solido”: il tasso di disoccupazione dell’Ue “ha toccato un nuovo minimo storico del 6,0% nel marzo 2023”. La crescita dell’occupazione è prevista allo 0,5% quest’anno, prima di scendere allo 0,4% nel 2024. Il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere appena sopra il 6%.

Molti fattori di rischio. “L’economia dell’Unione europea sta reggendo molto bene di fronte all’aggressione della Russia contro l’Ucraina, portando a un miglioramento delle previsioni di crescita per il 2023. Stiamo anche assistendo a un forte mercato del lavoro e a una disoccupazione ai minimi storici”. È quanto ha osservato Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo della Commissione Ue, in relazione alle Previsioni economiche di primavera. “Con i prezzi dell’energia chiaramente in calo, i governi dovrebbero essere in grado di eliminare gradualmente le misure di sostegno e ridurre il loro onere debitorio. Tuttavia, ci sono molti fattori di rischio che dobbiamo tenere d’occhio. L’inflazione rimane costantemente elevata, il che potrebbe erodere il potere d’acquisto delle persone, rallentare la crescita degli investimenti e impedire l’accesso al credito”. Dal documento previsionale si evince che “potrebbero sorgere nuove sfide per l’economia globale a seguito delle turbolenze del settore bancario o legate a più ampie tensioni geopolitiche”. In positivo, invece, “andamenti più favorevoli dei prezzi dell’energia porterebbero a un calo più rapido dell’inflazione complessiva, con ricadute positive sulla domanda interna. Infine, c’è una persistente incertezza derivante dalla continua invasione dell’Ucraina da parte della Russia”. La pubblicazione delle previsioni include per la prima volta una panoramica delle caratteristiche strutturali economiche, dei risultati recenti e delle prospettive per Ucraina, Moldavia e Bosnia-Erzegovina, a cui il Consiglio ha concesso lo status di Paesi candidati all’adesione all’Ue.

Italia, rallenta il Pil. Nelle Previsioni economiche di primavera illustrate dalla Commissione europea, per l’Italia “si prevede che la crescita del Pil reale rallenti all’1,2% nel 2023 e all’1,1% nel 2024, poiché i prezzi più elevati frenano i consumi privati mentre gli investimenti, sostenuti dalle misure del governo, continuano a espandersi vigorosamente”. Il tasso di inflazione dovrebbe moderarsi al 6,1% quest’anno, grazie al calo dei prezzi dell’energia, e scendere ulteriormente al 2,9% nel 2024. “Nel 2021-22 le famiglie hanno risparmiato meno, ma hanno continuato a consumare e investire a un ritmo sostenuto, grazie ai risparmi accumulati negli anni precedenti, ai crediti d’imposta per l’efficienza energetica dell’abitazione e ad altre misure di sostegno del governo”. Ci si aspetta che le aziende italiane “utilizzino i profitti per finanziare nuovi investimenti, contrastando così gli effetti negativi di tassi di interesse più elevati e condizioni di prestito più restrittive”. La Commissione si attende un miglioramento dell’occupazione in Italia. Osserva inoltre che “il disavanzo pubblico continuerà a diminuire, mentre il ritmo della riduzione del debito pubblico dovrebbe rallentare”. Il rapporto debito/Pil dell’Italia dovrebbe scendere al 140,3% entro il 2024. Durante la conferenza stampa Gentiloni ha dichiarato la disponibilità a discutere con il governo italiano eventuali modifiche del Pnrr nazionale. Ha poi osservato che nell’anno in corso “proiettiamo per l’Italia la crescita più alta tra le maggiori economie europee. Credo che non avvenisse da molto tempo”.

Altri articoli in Europa

Europa