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Polonia: Giornata della sacralità della vita. La Chiesa sostiene le iniziative pro-life

Il 25 marzo è la giornata dedicata a sottolineare il valore di ogni esistenza umana. Il Paese centro-orientale ha una legislazione severa e i dati ufficiali minimizzano il numero delle interruzioni di gravidanza. Il dibattito è aperto. Un "gemellaggio" con lo Zambia. La Giornata approdata anche in Italia

Foto Calvarese/SIR

“Il compito di apprezzare appieno il valore di ogni vita umana è sempre davanti a noi”. Lo ha dichiarato don Robert Wieladek, a capo del Centro nazionale per la pastorale familiare del Consiglio per la famiglia dei vescovi polacchi. Quelle parole, pronunciate a pochi giorni dal 25 marzo, quando la Chiesa in Polonia celebra la Giornata della sacralità della vita, suonano d’incoraggiamento alle varie iniziative pro-life fra cui quella dell’Adozione spirituale del nascituro, che consiste nella preghiera quotidiana di nove mesi per “un figlio minacciato dall’essere assassinato nel grembo materno”.

Cinquanta milioni di aborti all’anno. Tra i vari progetti finalizzati a promuovere la vita umana c’è anche quello della Fondazione polacca “Sì alla vita” che mercoledì scorso si è fatta benedire da Papa Francesco la campana “La voce dei non nati”. Il Pontefice ha auspicato che “il suo suono porti il messaggio che ogni vita è sacra e inviolabile”. La campana verrà portata nello Zambia che sarà il quarto Paese del mondo dove lo squillo del bronzo ricorderà il valore di ogni esistenza. Negli anni passati, infatti, la Fondazione ha collocato le campane, oltre che in Polonia, anche in Ucraina e in Ecuador. Nel futuro, come ha dichiarato alla stampa il vicepresidente della “Sì alla vita” Bogdan Romaniuk, la Fondazione prevede di portarle in Francia, in Messico e in Nicaragua. Romaniuk ha anche ricordato che ogni anno nel mondo sono 50 milioni i nascituri “assassinati con aborto”. “La voce delle nostre campane – ha aggiunto – deve indurre alla riflessione, deve far sì che gli aborti siano ogni anno di meno”. La campana per lo Zambia è stata adornata con un particolare calco degli anelli dei vescovi del Paese africano e della Polonia, uniti dall’iscrizione che ricorda “il legame spirituale tra la Chiesa cattolica in Zambia e in Polonia” stretto a Varsavia il 17 maggio del 1970”.

Maggiore solidarietà sociale. In Polonia, la Giornata della sacralità della vita, istituita 25 anni fa in risposta alle parole di Giovanni Paolo II contenute nell’enciclica “Evangelium Vitae”, dal 2004 è preceduta dalla Giornata nazionale a favore della vita, celebrata il 24 marzo di ogni anno. Per volontà del Parlamento polacco, la Giornata per la vita deve “incoraggiare la riflessione sulle responsabilità delle autorità nazionali, della società civile, e dell’opinione pubblica nella protezione e il rispetto della vita umana, e soprattutto dei più deboli”. Inoltre, la Giornata dovrebbe anche promuovere una maggiore solidarietà sociale, incoraggiando le attività per il sostegno e l’aiuto ai più bisognosi. La Giornata della sacralità della vita polacca tuttavia non è stata la prima del genere. Dal 1984 negli Usa ogni terza domenica di gennaio si celebra tale la Giornata che è anche una delle tappe preparatorie alla Marcia per la vita più numerosa del mondo.

La Giornata a Foligno. Sempre nel 2021 a Foligno è stata istituita la prima Giornata nazionale della sacralità della vita, in considerazione del fatto che è stata proprio l’Umbria, tra tutte le regioni dell’Unione europea, ad essere classificata al terzo posto tra quelle che hanno avuto meno bambini nati. La Giornata umbra si pone come obiettivo “riscoprire e tutelare i valori della vita e della famiglia che sono la base di una società sana”.

La legislazione polacca. La Polonia, oltre a promuovere la tenace difesa della vita nascente è anche uno dei Paesi con leggi contro l’aborto fra le più restrittive. Le normative vigenti dal 2020 infatti prevedono la possibilità di interrompere la gravidanza solo nel caso essa costituisca un grave pericolo per la vita della madre o il nascituro sia frutto di reato penale come stupro o rapporto incestuoso. Le recenti disposizioni di legge prevedono anche pene per chi avesse aiutato una donna ad abortire. Il mese scorso proprio con questa motivazione una delle attiviste del gruppo Dream Team Pro-aborto è stata condannata a 8 mesi di libertà vigilata e 240 ore di lavori socialmente utili. La sentenza e le altre limitazioni del “diritto all’aborto” previste in Polonia suscitano proteste da una parte dell’opinione pubblica, abituata negli anni del regime sovietico, programmaticamente ateo, a ricorrere facilmente all’aborto “su richiesta”. Secondo i dati ufficiali, rispetto agli anni precedenti, nel 2021 il numero di aborti è drasticamente calato. Mentre negli anni 2018-2020 le interruzioni della gravidanza in Polonia ufficialmente sono state in media 1.100, nel 2021 sarebbero state solo 107. I dati forniti dalle autorità governative vengono messi in discussione da molte organizzazioni della società civile che stimano il numero di aborti in Polonia vicino ai 15-30mila l’anno e ribadiscono che molte donne, per interrompere la gravidanza, si recano all’estero, nei Paesi dove tali pratiche non sono illegali.

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