Alimentiamo la speranza per essere protagonisti e non spettatori

Dobbiamo essere capaci di trasformare le difficoltà in opportunità. Usiamo queste opportunità in un tempo difficile. Anche il nostro territorio, come tutta l’Italia, soffre per la pandemia dilagante. Il nostro Vescovo nel Pontificale per il Santo Patrono ha avuto parole accorate per gli ammalati, le vittime e i loro parenti, e giudizi preoccupati e severi per «la leggerezza di tanti nostri comportamenti, l’inadeguatezza della politica dal fiato corto e poco lungimirante, che ha avuto quattro mesi per organizzarsi al meglio e non l’ha fatto e l’insofferenza nostra a vivere seguendo misure di attenzione e contenimento, che ci ha riportati in una situazione che è veramente preoccupante, perché sembra incontrollabile».

Dobbiamo essere capaci di trasformare le difficoltà in opportunità. Usiamo queste opportunità in un tempo difficile.
Anche il nostro territorio, come tutta l’Italia, soffre per la pandemia dilagante. Il nostro Vescovo nel Pontificale per il Santo Patrono ha avuto parole accorate per gli ammalati, le vittime e i loro parenti, e giudizi preoccupati e severi per «la leggerezza di tanti nostri comportamenti, l’inadeguatezza della politica dal fiato corto e poco lungimirante, che ha avuto quattro mesi per organizzarsi al meglio e non l’ha fatto e l’insofferenza nostra a vivere seguendo misure di attenzione e contenimento, che ci ha riportati in una situazione che è veramente preoccupante, perché sembra incontrollabile».
La paura ci rende attenti, prudenti, valutatori dei rischi; ci esorta alla prudenza che ci fa evitare rischi terribili.
La pigrizia e la paura possono allearsi e bloccarci, ma sono due sentimenti che dobbiamo contrastare cogliendone la sfida. Stiamo in casa, isolati, ma non dobbiamo impigrirci passivamente davanti alla TV, ma facendo un piano di letture, valorizzando le amicizie, telefonando, approfondendo la nostra fede, aumentando la preghiera e la meditazione sul senso della nostra vita.
Il progresso nasce proprio dalla risposta giusta alla sfida della pigrizia: non essere passivi e non essere solo attenti al “fare”, ma farlo precedere dal “pensare”per ottenere il miglior risultato.
Il nostro giornale porta ogni settimana in tutte le famiglie del suo territorio non solo i fatti della cronaca, ma anche la comprensione degli avvenimenti significativi della Chiesa diocesana e universale, come pure quelli dello scenario del mondo, con equilibrio e senso critico, senza cedere alle demagogie, alla luce del Vangelo per contribuire a guardare lontano, oltre questa emergenza, alimentando speranza e impegno, in una grande rete di lettori ed amici.
Coraggio, teniamo desta l’intelligenza, isoliamoci dal nulla e dalla resa ma cogliamo tutte le occasioni di espandere il nostro spirito!
Il compito di un giornale è di informare con onestà, tempestività, completezza e correttezza.
Attraverso le notizie di cronaca, attraverso i fatti e le opinioni, attraverso il dibattito, possiamo essere protagonisti e non passivi spettatori.
Noi giornalisti del settimanale diocesano conosciamo l’importanza della comunicazione, ancor più necessaria quando sono limitati i nostri movimenti e le nostre relazioni.
In questi mesi isolamento la Redazione non si è fermata e non si ferma. I nostri ambienti sono vasti e abbiamo potuto distanziare opportunamente gli impaginatori, mentre i giornalisti e i corrispondenti trasmettono i servizi in via telematica. In questo modo, il giornale viene ideato e realizzato e giunge va tutti i lettori per aprire continuamente le finestre sul mondo e continuare a impegnarci anche durante questo tempo sospeso.
Vi chiediamo di continuare ad essere protagonisti e non passivi, di sostenere il nostro giornale, di regalare ad amici l’abbonamento. Per vincere il nulla e la rassegnazione, anche la piccola quota dell’abbonamento è un buon inizio. Grazie.

(*) direttore “La Vita Casalese” (Casale Monferrato)

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