Un “no” educativo

Con il via libera al Decreto Agosto e l’attesa pubblicazione sulla “Gazzetta ufficiale”, insieme al Paese (che ne trae nuovi impulsi per la ripresa, ancora tutta da elaborare) tira un sospiro di sollievo in particolare la città di Chioggia che - con l’approvazione dei commi dell’art. 95 - può essere certa ormai che il mega-impianto di Gpl di Val da Rio non entrerà mai in funzione, anzi dovrà essere smantellato (o comunque delocalizzato). Comprensibile l’esultanza di tutti - è il caso di dirlo - per lo scampato pericolo. Si è trattato di una battaglia corale, trascinata dalla volontà tenace del Comitato NoGpl, pienamente condivisa dalle categorie economiche, da tutti i cittadini, dalle autorità amministrative e istituzionali locali e dalle forze politiche di vari schieramenti (e, aggiungiamo pure, dal nostro giornale) per una causa che valeva la pena di sostenere, a beneficio di una convivenza serena - sociale, culturale, economica - messa a repentaglio da una presenza incombente che ha già fatto sentire indirettamente i suoi effetti nella tensione creata e nella svalutazione degli immobili.

Con il via libera al Decreto Agosto e l’attesa pubblicazione sulla “Gazzetta ufficiale”, insieme al Paese (che ne trae nuovi impulsi per la ripresa, ancora tutta da elaborare) tira un sospiro di sollievo in particolare la città di Chioggia che – con l’approvazione dei commi dell’art. 95 – può essere certa ormai che il mega-impianto di Gpl di Val da Rio non entrerà mai in funzione, anzi dovrà essere smantellato (o comunque delocalizzato). Comprensibile l’esultanza di tutti – è il caso di dirlo – per lo scampato pericolo. Si è trattato di una battaglia corale, trascinata dalla volontà tenace del Comitato NoGpl, pienamente condivisa dalle categorie economiche, da tutti i cittadini, dalle autorità amministrative e istituzionali locali e dalle forze politiche di vari schieramenti (e, aggiungiamo pure, dal nostro giornale) per una causa che valeva la pena di sostenere, a beneficio di una convivenza serena – sociale, culturale, economica – messa a repentaglio da una presenza incombente che ha già fatto sentire indirettamente i suoi effetti nella tensione creata e nella svalutazione degli immobili. Ora, comunque (magari dopo aver sobriamente festeggiato), si può riprendere, almeno per questo aspetto, una vita più normale. Non si è trattato di un “No” aprioristico e irrazionale, ma ragionato e concreto di un’intera popolazione. Espressione, vorremmo dire, oltre che di comprensibili timori personali e collettivi, di una sensibilità crescente per la tutela dell’ambiente, e di un ambiente così fraglie come quello lagunare. Frutto di una mentalità nuova e necessaria, condivisa da fasce sempre più larghe ad ogni livello, politico, sociale, ecclesiale (un significativo impulso è venuto anche dalla seconda enciclica papale, ora rafforzata con la terza che mette insieme il rispetto di ogni persona con quello di ogni creatura e della terra) e ormai programmata a livello europeo e mondiale. In questo contesto è il caso di ricordare l’istituzione – domenica scorsa – del “Giardino Laudato si’”, in accordo tra autorità locali polesane e regionali e Santa Sede, nel nostro territorio diocesano, a Porto Caleri (Rosolina Mare), a sottolineare la bellezza e il valore di questi luoghi, da apprezzare e promuovere. Nel medesimo contesto del “Tempo del Creato” – proposto e vissuto, anche a livello educativo, tra settembre e i primi di ottobre – i due momenti di riflessione e di preghiera condivisi con rappresentanti di varie confessioni cristiane e religioni, il primo il 25 settembre a livello interdiocesano ad Ariano Polesine e il secondo a livello diocesano il 3 ottobre a Rosolina. Ci rendiamo conto – sollecitati anche da una persistente pandemia che ci ha scosso dalle nostre sicurezze – che dobbiamo educarci tutti ad un maggior rispetto dell’ambiente che ci circonda e ad una cura maggiore e più saggia per le persone e per le cose. Ora un nuovo Dpcm ci impone la mascherina anche all’aperto: costerà un po’ di fatica, è vero, ma ne vale la pena come segno di rispetto reciproco e per il bene di tutti (in attesa del vaccino che l’OMS promette per fine anno…).

(*) direttore “Nuova Scintilla” (Chioggia)

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