Per mille strade/Umbria. Zaino in spalla, senza cellulari e senza soldi

Come antichi viandanti, zaino in spalla, senza cellulari, senza soldi propri, circa 400 giovani dell’Umbria sono pronti ad affrontare la fatica e la meraviglia di un pellegrinaggio “indimenticabile”, in vista dell’appuntamento dell’11 e 12 agosto con papa Francesco a Roma

In cammino per “cambiare qualcosa di se stessi”. Zaino in spalla, senza cellulari, senza soldi propri, circa 400 giovani dell’Umbria sono pronti a vivere un’esperienza “indimenticabile”, in vista dell’appuntamento dell’11 e 12 agosto con Papa Francesco a Roma. “Siamo partiti tra il 4 e il 5 agosto, ma la preparazione è iniziata prima: i ragazzi hanno cominciato ad incontrarsi e a conoscersi. L’altro infatti è una componente fondamentale del pellegrinaggio: non lo scegli, lo ritrovi accanto a te, è scomodo ma ti dà occasione di fraternità e spazi di servizio”, sottolinea don Riccardo Pascolini, incaricato della pastorale giovanile umbra, ricordando che ci si mette in marcia “perché si vuole una conversione, un cambiamento”. Per questo, osserva il sacerdote, occorre un po’ di “distacco che ci permetta di rientrare in noi stessi e di recuperare la relazione con Dio e con l’altro”. Di qui la scelta di non portare gli smartphone, anche per “educarci a vivere un’esperienza di condivisione senza la comunità virtuale”. All’insegna della “precarietà e dell’essenzialità”. “Saremo divisi in gruppi, in piccole fraternità, ognuna delle quali – spiega don Pascolini – avrà un ‘Pietro’, cioè un referente che terrà la cassa comune, si farà carico di acquistare il cibo per tutti, curerà la logistica, penserà alla sveglia e a risolvere eventuali problemi. Ci sarà anche una ‘Maria’, una donna che scandirà il ritmo del cammino con la preghiera e la riflessione”.

Come antichi viandanti, lungo il tragitto, troveranno ospitalità nelle parrocchie, nelle scuole, nei conventi. La maggior parte del gruppo, almeno 200 giovani delle diocesi di Perugia-Città della Pieve, Terni-Narni-Amelia e Orvieto-Todi si muoveranno sulla “Via amerina”, un itinerario del III secolo che collegava i principali centri dell’Umbria a Roma. Percorreranno invece il “Cammino di Francesco”, unendo le figure del Santo di Assisi e di papa Bergoglio, i ragazzi di Città di Castello che sosteranno in alcuni celebri siti d’arte e di spiritualità come Pieve de Saddi (Pietralunga), la Chiesa della Vittorina a Gubbio, l’Eremo di san Pietro in Vigneto, l’Abbazia di Vallingegno, l’Abbazia di santa Maria Assunta a Valfabbrica, la Basilica di san Francesco e Cattedrale di Assisi.
Toccheranno luoghi significativi dei propri territori i giovani delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, Foligno e Spoleto-Norcia che partiranno da Assisi e arriveranno a Collevalenza, mentre sarà Fonte Avellana, il monastero situato alle pendici boscose del monte Catria dove si ritirò San Pier Damiani, il cuore del pellegrinaggio della pastorale giovanile di Gubbio che, sulla strada, incontrerà le “periferie”, cioè comunità e paesi che si trovano ai margini del territorio diocesano.

“Si farà fatica”, sorride don Pascolini, evidenziando che “questo è necessario perché aiuta a gustare l’essenzialità, avvicinando l’esperienza del cammino a quella della vita dove sempre si fa fatica”. Ci saranno poi altre due dimensioni da sperimentare: quella della “solitudine” e quella della “meraviglia”. La prima, insieme al “tempo del silenzio”, aiuterà “a fissare i passi del cammino interiore”, mentre la seconda, “che si crea ammirando la natura, ciò che ci sta intorno e che spesso non notiamo”, suscita “stupore e gratitudine”. Sarà dunque un’occasione per crescere personalmente, spiritualmente, ma anche “come comunità diocesana”. “Sarà con noi il vescovo Paolo Giulietti, ausiliare di Perugia, e questo permetterà di camminare insieme e di fare comunità”, afferma l’incaricato regionale che si dice certo del fatto che anche questo pellegrinaggio sarà “indimenticabile”, perché “in futuro, le pietre del ricordo faranno tornare alla mente e al cuore di ciascuno il passaggio di Dio”.

Non saranno infatti un evento fine a stesso i cammini che i ragazzi umbri e i loro coetanei di tutta Italia compiranno prima di ritrovarsi nella Capitale con il Papa. “Non si tratta di un percorso che ci fa fermare all’11 e al 12 agosto, ma di un trampolino che ci fa saltare fino al Sinodo che è con i giovani e per i giovani”, rileva don Pascolini per il quale “i pastori sono chiamati a legare la fase di ascolto che si è realizzata a questa del cammino per poi vivere il Sinodo di ottobre da protagonisti e non da spettatori”. “Non dobbiamo abbassare il livello: questo – confida il sacerdote – è un tempo speciale in cui

il Papa ci coinvolge perché ha a cuore i giovani e crede in quello che forse noi ancora non vediamo bene, cioè nella necessità di scommettere con i giovani, per i giovani e sui giovani”.

Con la certezza che, “come ripeteva san Giovanni Bosco, la società si rigenera con le energie dei giovani”. Ecco perché, conclude, “la Chiesa non può smettere di camminare con i giovani”.

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