Piccoli, ma insieme

Ogni Comune ha un suo percorso storico. Ci sono tradizioni, consuetudini, attenzioni, diciamo anche prerogative… che non si possono bypassare di colpo. E poi, soprattutto, ci sono persone da non trascurare, pur se sono poche. Per certi versi resta vero che “piccolo è bello”, ma senza… esagerare.

Decine i sindaci e gli amministratori locali, con tanto di fascia, in duomo venerdì a presenziare ufficialmente all’ingresso del nuovo vescovo in duomo a Mondovì. Il colpo d’occhio dava subito l’impressione di un territorio rappresentato in tutti i suoi angoli, i suoi paesi, le sue realtà anche micro, laddove è il Comune a presidiare una terra comunque complessa ed articolata, sconfinante in Liguria, orograficamente variegata, con una storia vissuta, un presente talora problematico, un futuro da disegnare.

L’occasione era squisitamente religiosa, nella ribadita distinzione dei ruoli, nel rispetto vicendevole e nella stima reciproca. Ed il momento è stato positivo ed incoraggiante. Ma quello sguardo su tanti sindaci ha spinto su altri pensieri, che ciclicamente si ripropongono. Il nostro territorio è molto frantumato. Ma non lo si può sezionare con un righello, a tavolino, usando la carta geografica. Ogni Comune ha un suo percorso storico. Ci sono tradizioni, consuetudini, attenzioni, diciamo anche prerogative… che non si possono bypassare di colpo. E poi, soprattutto, ci sono persone da non trascurare, pur se sono poche. Per certi versi resta vero che “piccolo è bello”, ma senza… esagerare.

La sfida – tra le tante di questi tempi non agevoli – è appunto quella di non perdere un’eredità preziosa (ma in qualche caso pesante) di ieri per coniugarla con le esigenze di oggi e con le prospettive di domani. Detto fuori da ogni perifrasi, c’è da trovare la quadra per un territorio che vale nei sui borghi anche minuscoli ma che deve riconoscere l’urgenza di mettersi insieme, in qualche misura, perché l’ognuno per sé non porta lontano. I Comprensori dell’altro ieri sono tramontati, la Provincia si è rarefatta, le Unioni montane stentano… Ma il territorio non può attendere troppo, su questo fronte. Ed alla fine a rimetterci saranno sempre i più piccoli.

(*) direttore “L’Unione Monregalese” (Mondovì)

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