Accogliere bene. “Le prime pagine” dei giornali diocesani

I settimanali cattolici, in uscita in questi giorni, riflettono ancora sull'emergenza dei profughi: ''La misura della tragedia umanitaria che vede la migrazione da Paesi in guerra di quasi centinaia di migliaia di persone in Europa non può lasciare i cristiani nel ruolo di semplici spettatori''

“Non possiamo restare semplici spettatori”. I giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), in uscita in questi giorni, riflettono ancora sull’emergenza dei profughi. “La misura della tragedia umanitaria che vede la migrazione da Paesi in guerra di quasi centinaia di migliaia di persone in Europa- rilevano le testate Fisc – non può lasciare i cristiani nel ruolo di semplici spettatori”. Tra gli altri argomenti affrontati dai settimanali: il Motu proprio di Papa Francesco sulla nullità matrimoniale, la ripresa della scuola, cronaca e vita delle diocesi.

Emergenza profughi. “È importante anche la qualità dell’accoglienza”. Su questo concordano le riflessioni che analizzano l’emergenza profughi. Per Gianpiero Moret, direttore dell’Azione (Vittorio Veneto), “bisogna trovare delle misure equilibrate che comportano di regolare il flusso con politiche tempestive. Questo è soprattutto mancato al nostro governo e all’Europa. Ora non si può ricorrere ai ripari con decisioni che di fatto negano il diritto di migrare. Va bene controllare i confini, ma non si può trasformare gli stati in fortini”. La Fedeltà (Fossano) osserva: “Il mondo cambia, anche per via di questi fenomeni epocali. Non c’è da esserne travolti. Si possono governare queste svolte. Basta mettere al primo posto il valore e la dignità delle persone in difficoltà. E tutto prende un’altra piega”. Il Corriere Eusebiano (Vercelli) e la Voce Alessandrina (Alessandria) riprendono il messaggio dei vescovi del Piemonte e della Valle d’Aosta per l’emergenza profughi: “Non sarà difficile reperire soluzioni abitative. Forse sarà più impegnativo, ma necessario, creare reti di accoglienza e di accompagnamento, che pretendono unicamente la disponibilità dei credenti a sentirsi responsabili del proprio fratello”. Secondo Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro), “siamo alle soglie di una nuova civiltà e l’Europa, e in essa la Chiesa, può essere la levatrice di questo nuovo mondo. Papa Francesco lo ha ben chiaro e invita all’accoglienza, aprendo chiese, conventi, monasteri, ma soprattutto cuori. È un travaglio doloroso ma necessario e in palio c’è la nascita di un uomo nuovo per un mondo nuovo”. Adriano Bianchi, direttore della Voce del Popolo (Brescia), osserva: “Oggi siamo chiamati ad accogliere e forse non siamo pronti a farlo. Cosa ci è mancato per formare delle comunità cristiane pronte a essere ospitali e accoglienti? Il tema è pastorale e insieme culturale”. Perciò, “davanti a questi profughi sarà certo importante il numero di quanti risponderanno all’appello, ma sarà altresì significativo capire come questa carità renderà più mature le nostre parrocchie”. Mario Barbarisi, direttore del Ponte (Avellino), osserva: “Noi occidentali siamo abituati a viaggiare per affari e turismo, i nostri avi viaggiavano oltreoceano alla ricerca di lavoro, ma nessuno di loro ha raggiunto a nuoto le coste americane. I viaggi della speranza a cui assistiamo durano mesi e spesso, come abbiamo appreso dai media, si concludono tristemente con la morte di bambini innocenti. Come saranno raccontate queste vicende di migrazione nei libri di Storia? Nella recente enciclica ‘Laudato si” Papa Francesco ci ricorda l’ingiustizia di un pianeta dove la maggioranza della popolazione mondiale soffre a causa di guerre e carestie che potrebbero essere evitate se ci fosse più umanità e amore per il prossimo”. Marino Cesaroni, direttore di Presenza (Ancona-Osimo) parla della sofferenza che “oggi uomini donne e bambini sentono sulla pelle e sono costretti a fuggire dalle loro case, dai loro paesi per trovare la libertà e la giustizia. Un insieme di sofferenza di dolore che va a ferire tutta l’umanità”. Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina), ricorda: “La nostra fede senza le opere in se stessa è morta. Le nostre troppe parole senza la condivisione alimentano solo il bla bla. È tutto un fiorire di commenti, di consigli, di raccomandazioni, di buonismo e di ‘devono fare di più le Istituzioni’. Dove è andato a finire lo Stato? Ci pensino anche gli altri, l’Unione europea. L’importante è che non vengano in casa nostra, neppure vicino a casa nostra”. Il problema, per Zanotti, è che “ci siamo dimenticati la Parola di Dio. La conosciamo, ma non la pratichiamo”. L’Araldo Abruzzese (Teramo-Atri) rincara la dose: “Resta il fatto che si gioca continuamente sulla pelle dei più poveri e sofferenti quando, dietro le decisioni o le non decisioni, ci sono sempre grossi interessi economici e finanziari di pochi (petrolio, armi, industrie, investimenti, ecc.). Comunque, non possiamo essere indifferenti a quello che sta accadendo perché ci tocca come esseri umani, prima ancora che come cittadini e cristiani”. “Con la paura e l’insicurezza crescono anche l’indifferenza e l’egoismo, nell’illusione di fermare i movimenti migratori con i muri – evidenzia l’Eco del Chisone (Pinerolo) -. Eppure dovrebbe essere chiaro che la pace, la sicurezza ed anche il benessere del Vecchio Continente, dipendono dal futuro dei popoli che premono ai confini dell’Europa”. Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia) presenta un interrogativo: “La prima accoglienza è un complesso di interventi di prima necessità per venire incontro ai bisogni fondamentali delle persone, spesso incontrate in situazioni a dir poco drammatiche. Ma dopo la prima accoglienza? Forse occorre cominciare a pensare anche a come possiamo accompagnare queste persone, sicuramente tutte quelle che dovranno continuare a vivere nei nostri territori”.

Motu proprio del Papa. Continua la riflessione sul Motu proprio di Papa Francesco sulla riforma del processo canonico riguardante le cause di nullità matrimoniale. “Ha suscitato molto interesse la lettera apostolica di Papa Francesco che semplifica le cause di ‘nullità’ del matrimonio. Era una decisione attesa, suggerita dagli stessi vescovi nel Sinodo sulla famiglia dello scorso anno (in attesa del secondo nel prossimo ottobre)”, sottolinea Giorgio Zucchelli, direttore del Nuovo Torrazzo (Cremona). Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), chiarisce: “Non cambia la disciplina del matrimonio: indissolubile era e indissolubile resta. Il Papa si preoccupa delle persone, per far crescere l’attenzione, la misericordia, l’aiuto caritatevole nei loro confronti. Non cambia ciò che non può essere cambiato. La scelta di Francesco è un atto di amore, non un cambiamento della dottrina”. Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche), ha raccolto “espressioni entusiastiche sulla brevità e gratuità dei processi voluta dal Papa. Ma l’impressione che ho avuto è quella di una certa approssimazione dovuta a sintesi non sempre appropriate. La Chiesa non potrà mai sciogliere il vincolo sacramentale, perché la volontà del Creatore è stata ufficialmente ribadita da Gesù nel celebre capitolo 19 del Vangelo secondo Matteo”. Il Nuovo Diario Messaggero (Imola), rileva che “si tratta di un processo che conduce alla dichiarazione della nullità, che conduce, in altre parole, in primo luogo a vedere se un matrimonio è nullo e poi, in caso positivo, a dichiararne la nullità. Non si tratta, perciò, di un processo che conduca all’annullamento del matrimonio. Nullità è diversa da annullamento, dichiarare la nullità di un matrimonio è assolutamente diverso dal decretare l’annullamento del matrimonio”.

Scuola. Spazio anche alla scuola negli editoriali. Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), si occupa della riforma della scuola: “La riforma è un ulteriore tentativo: se applicata con lo spirito giusto, smussandone eventualmente in fase operativa gli angoli più appuntiti e migliorandone le costruttive intuizioni, potrà contribuire a una ‘scuola buona’, anche al di là di slogan di facciata”. La Gazzetta d’Asti (Asti) pubblica il messaggio dei vescovi del Piemonte e della Valle d’Aosta per l’inizio del nuovo anno scolastico: “A scuola si edifica e prepara il mondo del futuro, che non dovrà più ricorrere alla guerra, al terrorismo e alla violenza verso gli innocenti e riaffermare invece la dignità e la promozione di ogni persona, l’accoglienza e il sostegno di chi è povero, malato, rifugiato o ‘scartato’ come ci ricorda spesso Papa Francesco”. Sulla nuova circolare del ministero dell’istruzione Stefania Giannini per ribadire che nella legge sulla Buona scuola non c’è alcuna apertura alla teoria gender interviene Lorenzo Russo, direttore di Kaire (Ischia): “Da genitore capisco le paure e le ansie di tanti papà e tante mamme, e il consiglio che vorrei dare è quello che avete scritto anche voi, cioè essere più presenti nelle scuole dei vostri figli, partecipare agli incontri scolastici, avere un dialogo più costante con i docenti”.

Cronaca. Diversi gli spunti dalla cronaca. Commenta un’indagine di Coldiretti Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio): “Posto che sprecare il cibo è un gesto penalizzante per la società e sommamente arrogante e negativo nei confronti di quanti non ne hanno e lo desidererebbero ardentemente per sfamarsi (non per andare al ristorante), resta l’umiliazione – questa sì – dei risultati di questi sondaggi, dai quali traspaiono la miopia e la presunzione intollerante della nostra civiltà dei consumi”. Adolfo Putignano, direttore dell’Ora del Salento (Lecce), fa riferimento nel suo editoriale alle due tenniste Flavia Pennetta e Roberta Vinci: “La prestigiosa vittoria di Flavia e Roberta con l”appendice’ della finale è unica, infonde positività nella nostra psiche, cancella lo stereotipo della nostra donna meridionale rappresentata da tanti arcaici film, aiuta a cogliere il messaggio che pure due piccole ragazze del profondo Sud possono aspirare a raggiungere importanti traguardi”. Nicola Sangiacomo, vice direttore della Settimana (Livorno), parla di questioni locali: “Si è puntato molto sulla nuova Darsena Europa, ovvero l’ampliamento verso il mare del porto di Livorno, sognato da decenni, ma che non è mai diventato progetto vero e proprio”. Facendo un paragone tra la politica casalese e i “quattro capponi” descritti da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi, “destinati al pranzo di nozze, che invece finiranno in pentola dall’avvocato e che tuttavia si beccano l’un l’altro”, Paolo Busto, direttore della Vita Casalese (Casale Monferrato), osserva: “Con una città in declino, con le poche fabbriche in affanno, con pochi giovani e molti vecchi, con paure e speranze, dalla politica pretendiamo un comportamento migliore di quello dei quattro capponi”. Anche Paolo Lomellini, direttore della Cittadella (Mantova), punta lo sguardo sul territorio: “Ancora una volta il Festivaletteratura registra un importante successo, di critica e di pubblico come si suol dire. Un successo che si avvia alla soglia dei vent’anni, superando le varie insidie del tempo: i facili entusiasmi generali, che presto possono svanire, oppure i segni della crisi economica degli ultimi anni. Può essere utile, per il nostro territorio, riflettere ancora su alcuni dei motivi che stanno alla base di un’esperienza che si consolida come significativa e duratura”. Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone), parla del successo di Pordenonelegge: “Libri e libri. Vivi, parlanti, visibili, vicini. Di carta ma con il volto dei loro autori. Con una voce roca oppure suadente. Con un gesto o una smorfia, più incisivi delle parole. Ecco l’onda travolgente di Pordenonelegge”. Della neonata abbandonata a Enna dalla madre dopo averla partorita, Marianna Bergoglio, registrata all’anagrafe con il cognome del Papa, scrive Settegiorni dagli Erei al Golfo (Piazza Armerina): “Marianna Bergoglio, piccolo fiore sbocciato in terra di Sicilia, raccolto quasi dalla spazzatura, è un segno di vita che merita accoglienza e attenzione, essendo stata abbandonata già dalla nascita, dai suoi genitori stranieri, dopo gli esiti di una radiografia prima del parto che svelava una malformazione cerebrale”.

Giornali Fisc. Novità anche per i giornali della Fisc. Diego Andreatta, nuovo direttore di Vita Trentina (Trento), confida una sua “ambizione: che Vita Trentina sia sempre di più un giornale utile, anzi necessario. Anche nell’epoca dei messaggi brevi e cinguettanti, c’è esigenza di un pensiero forte, originale, che parte dal Vangelo e si alimenta nella dottrina sociale”. Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste), ricorda che mercoledì 23 e giovedì 24 settembre si terrà la terza festa di Vita Nuova: “Quest’anno abbiamo scelto il tema della scuola. Noi vorremmo che la scuola continuasse a educare, ma oggi ci sono molti elementi che disturbano il suo ruolo educativo. Ci sono tentativi di trasformare la scuola in un campo di rieducazione ideologica dei bambini e dei ragazzi. Ci sono tentativi di farne il terreno per sperimentazioni amministrative. Ci sono anche tentativi di strappare i figli ai genitori, impedendo di fatto un loro controllo sulle cose insegnate. La scuola non è della pubblica amministrazione, è delle famiglie. E, tramite le famiglie, è anche della Chiesa”.

Attualità ecclesiale. Non manca l’attualità ecclesiale. Ricordando i prossimi appuntamenti della Chiesa – il Sinodo sulla famiglia, l’incontro del Papa a Philadelphia nel suo viaggio apostolico in America, il convegno ecclesiale di Firenze 2015, la nuova lettera pastorale dell’arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia, Luca Rolandi, direttore della Voce del Popolo (Torino), sottolinea: “Questi appuntamenti, riflessioni e indirizzi devono tradursi in prassi evangelica e pastorale, da un lato e in azione politica, costruzione di prospettive per la polis, dall’altro”. “L’egoismo che mette le sue mani avide, oltre che sul presente, anche sul futuro. E purtroppo non soltanto sul piano dell’ecologia, ma anche dell’economia e della sicurezza sociale. In quali condizioni lasceremo la terra e la società a coloro che verranno dopo di noi, ai nostri figli, ai nostri nipoti? Il richiamo si è fatto forte anche delle parole severe di papa Francesco che non si stanca di richiamare i cristiani e tutti gli uomini di buona volontà, in particolare con la sua enciclica Laudato si’, che ha percorso il mondo con l’ammirazione di tutti, e attende soltanto di essere tradotta nella realtà”, osserva Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia). Il Ticino (Pavia) sostiene: “All’inizio di un nuovo anno pastorale, ricordarci che tutto è in relazione, è l’augurio di vivere una pastorale davvero integrata, che non procede a compartimenti stagni, dove Liturgia, Parola di Dio, Catechesi, Carità, Missione, Famiglia, e ogni espressione della Chiesa, soltanto insieme possono aprire un cammino per dare risposta e accoglienza a quel grido scomodo che è una nuova chiamata a seguire Lui”. Luce e Vita (Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi) ricorda che “il 23 settembre don Paolo Malerba vola alla volta del Kenya, come fidei donum”. La Valsusa (Susa) rilancia un articolo del Sir sul Rapporto 2015 sulle politiche contro la povertà in Italia della Caritas italiana, presentato a Roma.

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