Profughi, dramma comune. Le prime pagine dei giornali diocesani

''I profughi non sono solo un problema italiano''. I giornali aderenti alla Fisc, in uscita in questi giorni, puntano l'attenzione sulla tragedia dei migranti. ''Si tratta di un dramma mondiale che sta coinvolgendo migliaia di disperati che fuggono da una morte quasi certa alla ricerca di un barlume di futuro''

“I profughi non sono solo un problema italiano”. I giornali aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), in uscita in questi giorni, puntano l’attenzione sulla tragedia dei migranti. “Si tratta – rilevano le testate Fisc – di un dramma mondiale che sta coinvolgendo migliaia di disperati che fuggono da una morte quasi certa alla ricerca di un barlume di futuro”. Tra gli altri argomenti affrontati dai settimanali: unioni civili, vita, scuola, situazione in Italia, cronaca e vita delle diocesi.

La tragedia dei migranti. “È grande la posta in gioco”. È il pensiero che accomuna le riflessioni sul dramma dei migranti. Bruno Cescon, direttore del Popolo (Concordia-Pordenone), rileva: “L’Europa deve guardare dentro la propria anima e ripescare quelle scelte di civiltà e di umanesimo che l’hanno contraddistinta dopo i massacri delle due guerre mondiali, nate proprio nel seno della civiltà europea. Serve un’energia comune per risolvere il problema dei profughi, senza costruire muri o barriere di carte. Non ha che da rifarsi alle sue radici cristiane e anche illuministiche. I migranti sono una difficoltà e una risorsa. Come farli lavorare e inserirli nella nostra cultura è la scommessa del futuro. Non impossibile. Già una volta il cristianesimo è riuscito a fare del Vecchio Continente un’area di convivenza e di progresso”. Sull’immigrazione riflette anche il Ponte (Rimini): “Molti paragonano gli eventi di questi tempi a quanto accadde al tempo delle invasioni barbariche che determinarono la fine dell’impero romano come era conosciuto fino a quel momento. Se il paragone è pertinente, dobbiamo ammettere che la società di quel tempo viveva una grande decadenza e che furono proprio i cosiddetti barbari a portare ossigeno e linfa nuova ad una società e cultura giunte a capolinea. La Chiesa di quel tempo, poi, guidata da grandi figure di pastori, non perse l’occasione dell’annuncio e non si rinchiuse in difesa, ma accolse la sfida dell’incontro con questi popoli che erano scesi in Italia, facendo loro conoscere il Vangelo di Gesù. A noi uomini e donne di questi primi anni del terzo millennio spetta di dare una risposta a questa situazione. Il futuro dipenderà dalle scelte che saremo capaci di vivere oggi”. Edoardo Tincani, direttore della Libertà (Reggio-Emilia-Guastalla), ricorda “l’importanza della posta in gioco: il futuro della nostra Europa, della legalità e della pacifica convivenza tra i popoli. E la certezza che l’accoglienza è figlia della misericordia a cui il Papa ci chiede di aggrapparci, sapendo che le nostre forze e anche la nostra capacità di compassione per una marea di fratelli che rischiano la vita con traversate pericolose sono limitate e fragili”. Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), scrive: “Si richiudono le frontiere, si costruiscono muri: dov’è finito il grande sogno europeo? L’Europa rischia di trovarsi di fronte a una doppia sconfitta, a causa della sua imprevidenza. Non ha saputo pensare positivo, ha rimandato gli interventi necessari; ora smarrisce la propria identità originaria, fondata sulla solidarietà tra i popoli. Rinascono i nazionalismi. Non è questa l’Unione pensata dai padri fondatori”. Luca Rolandi, direttore della Voce del Popolo (Torino), afferma: “Bisogna essere preparati, accoglienti ed esigenti, lavorare perché, insieme ai provvedimenti diplomatici, politici, economici e culturali, si creino le basi per affrontare qualcosa d’inedito e non solo più emergenziale, nel quale tutti devono sentirsi coinvolti. Ognuno può fare la sua parte e dare il suo apporto, lo ricorda Papa Francesco, lo ribadisce il nostro arcivescovo Cesare Nosiglia. Il cristiano prega, pensa e opera. Nessuno deve voltarsi dall’altra parte con indifferenza. La complessità della realtà non si può eludere ma va affrontata con coraggio e responsabilità, dal locale al globale. Non basta compatire ma con-dividere”. Per Pino Malandrino, direttore della Vita diocesana (Noto), dobbiamo fare i conti “con gli sbarchi giornalieri di immigrati che ci chiedono aiuto. E dobbiamo attrezzarci per offrirlo, nonostante la propaganda avversa che viene da chi sembra senza testa e senza cuore. Nessun calcolo può reggere di fronte a chi rischia la propria vita – e spesso anche la perde – per conquistare dignità e libertà”. Forse, denuncia Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza), “non ce ne rendiamo conto, ma il problema nelle ultime settimane ha fatto un salto (se possibile) in termini di gravità e drammaticità. La distinzione tra migranti economici e richiedenti asilo è oramai saltata. Il fiume di persone che cerca un posto alla tavola europea è uno dei frutti di quella che, con grande intuizione, Papa Francesco ha definito la terza guerra mondiale a pezzi. E di fronte alla guerra non è che ci si può lamentare per i disagi, la confusione, il fatto che è disturbata la nostra quiete. In attesa che si decida di dare una soluzione politica ai conflitti che insanguinano il Mediterraneo (dalla Libia alla Siria), l’Europa può solo fare una cosa: decidere insieme di dare un’accoglienza dignitosa a queste persone. L’alternativa è l’aggravarsi di questa strana, tremenda terza guerra mondiale”. Per Luca Sogno, direttore del Corriere Eusebiano (Vercelli), “anche se con enorme ritardo e per cause di forza maggiore, l’Europa si è accorta che il problema esiste e che i Paesi rivieraschi (a partire dall’Italia) non possono essere lasciati da soli a gestire il ‘primo impatto’ delle ondate migratorie, quello più complicato da governare”.

Famiglia, vita, inizio della scuola. Molta attenzione anche sui temi che riguardano la famiglia e la vita. “L’embrione umano, anche se in provetta e immerso in un guscio di azoto liquido a 196 gradi, ha una sua dignità specifica che lo sottrae alla categoria degli oggetti di proprietà di qualcuno. L’affermazione, anche se scontata in ambito cattolico, ha un grande valore perché proviene da quella Corte europea dei diritti dell’uomo che in passato ha sconcertato per certe sentenze. I giudici di Strasburgo hanno riconosciuto il valore della vita nascente quasi all’unanimità”, evidenzia Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche). Uno dei temi che più incendia il dibattito sui temi delle unioni civili e matrimoni omosessuali, rileva Andrea Ferri, direttore del Nuovo Diario Messaggero (Imola), “è quello dell’adozione dei figli biologici di uno dei due membri della coppia da parte dell’altro, nato da una precedente unione eterosessuale, oppure concepito con fecondazione eterologa tramite una donatrice o un donatore”, ma “in questo modo si cambia la realtà, perché un figlio non è mai stato un diritto, ma un dono”. Dalle unioni civili e le connesse questioni dell’adozione dei figli alla scuola. All’inizio del nuovo anno scolastico, dalle pagine del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina), il vescovo, monsignor Douglas Regattieri, rivolge un messaggio facendosi “vicino agli insegnanti e dire loro che sono certo che la loro missione svolta con passione e con competenza li renderà guide sicure per i ragazzi; ai genitori assicuro la mia preghiera e la mia benedizione perché, stando accanto ai loro figli, facciano sentire loro la paternità e la maternità di Dio, di cui da sempre hanno bisogno; ai ragazzi, infine, rivolgo l’invito ad aprirsi al mondo mediante la conoscenza e lo studio; a non aver paura di fare sacrifici per prepararsi a essere uomini e donne mature per il mondo che li attende”. Emmaus (Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia) prende in prestito le indicazioni di Don Milani: “‘Se si perde loro (i ragazzi più difficili) la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati’. Questo è anche il compito dato alla scuola dalla nostra Costituzione”.

Italia. Spazio anche a notizie riguardanti il nostro Paese. Amanzio Possenti, direttore del Popolo Cattolico (Treviglio), guarda alla ripresa dopo le vacanze: “Arrivano i tempi del Parlamento alle prese con le riforme, soprattutto quella del Senato e dell’Italicum. E poi la forte speranza che la crisi economica finalmente si concluda e dal jobs act derivino validi risultati in tema di occupazione. I problemi da affrontare: i giovani, età cruciale, affinché trovino la possibilità di un posto di lavoro; i pensionati, troppo dimenticati, ai quali sia possibile donare prospettive adeguate di dignità e di vita senza affanni: i poveri, gli stranieri, i senzatetto perché abbiano un domani congruo. Determinante per il futuro, una più equanime suddivisione e incidenza delle aliquote per le imposte, per un fisco meno pressante e più giusto. Sicurezza, la necessità di tutti, per dare serenità alle famiglie. Immigrazione, pesante problema attuale, da affrontare con criteri di rispetto e di dignità, senza oltranzismi”. Il Corriere Apuano (Massa Carrara-Pontremoli) parla dei sondaggi: “Non c’è dubbio che oggi le regole le diano proprio loro. Viviamo in un clima in cui chi guida le istituzioni è più attento a fare proprio il consenso degli elettori nell’immediato che a elaborare scelte che pagano alla lunga, ma possono far perdere qualche consenso nell’immediato”.

Cronaca. Diversi gli spunti dalla cronaca. Il 21 settembre si celebra la Giornata mondiale dell’Alzheimer e Chiara Domenici, direttore della Settimana (Livorno), evidenzia: “Anche se oggi, rispetto ad alcuni anni fa, esiste una maggiore consapevolezza della malattia e dei suoi risvolti, manca ancora una rete completa di servizi attorno al malato e alla sua famiglia”. Giuseppe Rabita, direttore di Settegiorni dagli Erei al Golfo (Piazza Armerina), si occupa della “querelle” riguardante la proposta di istituire nell’Ateneo ennese “Kore” una facoltà di Medicina curata dall’Università romena statale “Dunarea de Jo” di Galati: “A me sembra che la proposta sia stata troppo demonizzata sia da parte dei sindacati che dagli organi di stampa e che nasconde la solita ipocrisia o gli interessi di qualcuno. È noto il fenomeno dei tanti studenti italiani che sono costretti a frequentare università straniere per accedere ad un corso di laurea loro precluso in Italia”. Il Ticino (Pavia) chiede di non dimenticare “il convento del Ss. Salvatore”, un'”autentica meraviglia”. Pier Giovanni Trossero, direttore dell’Eco del Chisone (Pinerolo), si rammarica che “lungo un asse stradale di sessanta chilometri ci sono due realtà incompiute. Da una parte il grande parco di Stupinigi e, in Val Chisone, la Ridotta del Forte S. Carlo alle porte di Fenestrelle”.

Attualità ecclesiale. Non manca l’attualità ecclesiale. “La lettera enciclica sulla cura della casa comune Laudato si’ va letta e riletta e non ci si può fidare delle interpretazioni e dei commenti che le più svariate personalità hanno dato e danno”, suggerisce Marino Cesaroni, direttore di Presenza (Ancona-Osimo), per il quale “è stata la lettura più interessante dell’estate, ma anche la più impegnativa”. Alla Giornata del creato è dedicata la riflessione di Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia): “Appare sempre più chiaro a tutti che “salvaguardare il pianeta” equivale a salvaguardare la vita dell’umanità e la propria stessa vita. Chi non lo fa, per sbadataggine o per egoismo, si dimostra ben poco intelligente e ancor meno lungimirante poiché continua a danneggiare – oltre che la terra e gli altri – anche se stesso e i propri cari”. Ricordando il Sinodo dei vescovi sulla famiglia, il Convegno ecclesiale di Firenze e il Giubileo della misericordia, Giorgio Zucchelli, direttore del Nuovo Torrazzo (Crema), osserva: “Ci aspetta un autunno speciale, esaltante per la Chiesa. In più un’emergenza profughi da affrontare, che – sono sicuro – ci permetterà di dare il meglio di noi stessi”. La Gazzetta d’Asti (Asti) riprende un articolo del Sir sulla lettera inviata da Papa Francesco, a tre mesi dall’inizio del Giubileo straordinario della misericordia, a monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. Stesso argomento per Irene Argentiero, direttore del Segno (Bolzano-Bressanone): “Solo con un cuore riconciliato, infatti, è possibile comprendere che oggi ciascuno di noi può essere una ‘porta spalancata’ per chi ci è accanto. In questo modo quell’abbraccio accogliente e affettuoso può diventare ancora più grande, può arrivare a raggiungere più persone, ridonando a ciascuno quella dignità umana, che troppo spesso oggi viene calpestata, derisa e annullata”. “L’anno pastorale che si apre guarda con decisione all’Anno Santo della misericordia”, sostiene Adriano Bianchi, direttore della Voce del Popolo (Brescia), evidenziando che “al centro resta la prassi della misericordia che trova nel sacramento della riconciliazione e nell’eucaristia il perno fondamentale”. Pierluigi Sini, direttore della Voce del Logudoro (Ozieri), ricorda: “La Chiesa diocesana di Ozieri è pronta ad accogliere il suo nuovo pastore. monsignor Corrado Melis, sacerdote della diocesi di Ales-Terralba, accompagnato dai suoi familiari, ma anche dai suoi parrocchiani e da tanti altri amici, domenica 13 settembre riceverà il sacramento dell’ordine nel grado dell’episcopato”. Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia), evidenzia che “l’inizio del nuovo anno pastorale è un tempo propizio per rivedere le nostre posizioni, fare meglio i nostri conti e intraprendere con decisione il cammino forse mai come oggi prospettatoci con tanta chiarezza”. Luciano Sedioli, direttore del Momento (Forlì-Bertinoro), raccontando quelle che definisce “tre storie ben auguranti”, sottolinea: “I rabbini ricordano che nella Bibbia per 365 volte, una per ogni giorno, ricorre la frase ‘Non temere’. Un augurio per tutti noi”. “L’arte ancora una volta ci aiuta a rendere visibile l’Assoluto, spronandoci ad aprire il cuore”, sostiene Walter Lamberti, direttore della Fedeltà (Fossano), a proposito dei dipinti, che verranno inaugurati domenica alla chiesetta di San Michele di Fossano, una sorta di vetrata “al rovescio”. La Voce (Umbria) pubblica un editoriale del cardinale Gualtiero Bassetti dedicato al direttore storico del settimanale, monsignor Elio Bromuri, scomparso lo scorso 17 agosto: “Non sarà facile fare a meno dei puntuali, obiettivi, sereni e determinati interventi a 360 gradi che hanno sempre caratterizzato i suoi editoriali, pubblicati anche da altri settimanali cattolici italiani. I suoi scritti erano di apertura e di dialogo con la società intera, oltre che con la Chiesa. Ci sentiamo orfani della sua parola”. La Cittadella (Mantova) pubblica l’editoriale scritto dal cardinale Gianfranco Ravasi per il 70° del settimanale: “Il giornale locale aiuta a creare una comunità, entra nelle case e porta le opere, le voci, le esperienze che si vivono nella piazza, spingendo così ad aprire le porte blindate e a partecipare alle vicende, alle gioie e ai drammi, alle attese e alle amarezze della società. Si viene coinvolti nell’impegno della Chiesa, nella sua testimonianza, nel suo ingresso in un orizzonte talora indifferente o lontano. L’augurio che rivolgo ai lettori è, perciò, quello di saper uscire dal tempio e dalla casa, portando con sé il messaggio ascoltato nell’‘oscurità’ e nell’intimità per incarnarlo e incrociarlo col respiro della città, della sua storia e della sua cultura”. La Valsusa (Susa) racconta la storia di un povero, vissuto per anni con i sussidi, che, una volta avuta la pensione sociale a 65 anni, ha subito offerto cento euro per chi è in difficoltà: “Questo povero uomo che appena si è visto un po’ ricco, ha pensato subito ai poveri. E ha agito”.

Altri articoli in Territori

Territori

Informativa sulla Privacy