Economia spaziale: Ocse, ricavi globali fino a 600 miliardi di dollari nel 2025. Crescita e nuovi rischi

L’economia spaziale è ormai una componente crescente dell’economia globale, con ricavi stimati tra 550 e 600 miliardi di dollari nel 2025, una dimensione vicina a quella dell’industria mondiale dei semiconduttori. È quanto emerge dal rapporto dell’Ocse “The space economy at a glance 2026”, che evidenzia come satelliti e sistemi spaziali siano sempre più integrati nelle infrastrutture e nei servizi essenziali: trasporti, energia, comunicazioni, agricoltura, finanza e gestione delle emergenze. Negli Stati Uniti il settore ha generato nel 2023 142,5 miliardi di dollari di Pil, mentre in Italia ha raggiunto 8 miliardi di euro di produzione e oltre 23 mila posti di lavoro, pari allo 0,14% del Pil. La crescita è accompagnata da una forte espansione delle infrastrutture: a fine 2025 erano oltre 14 mila i satelliti operativi in orbita, saliti a quasi 15 mila a metà 2026. Nel 2025 gli operatori privati hanno realizzato l’88% dei lanci di satelliti, contro il 23% del 2010. Gli investimenti pubblici civili dei Paesi Ocse sono aumentati del 15%, passando da 40,5 miliardi di dollari nel 2022 a 46,4 miliardi nel 2025. L’Ocse richiama però anche i rischi legati alla congestione orbitale, ai detriti, alle minacce informatiche e alle dipendenze delle catene di approvvigionamento. Sono circa 45.860 i detriti spaziali regolarmente monitorati, mentre oltre 140 milioni di oggetti più piccoli restano potenzialmente pericolosi. “La sfida politica si sta evolvendo dal sostegno alla crescita alla gestione della scala e della complessità”, sottolinea l’Ocse, chiedendo mercati più resilienti, maggiore coordinamento e servizi spaziali sicuri e accessibili.

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