Perdere la vista oppure sostenere un intervento chirurgico ad altissimo rischio anestesiologico. È la difficile situazione affrontata da un ragazzo di 20 anni affetto da acidemia propionica, una rara malattia metabolica, e da una grave cardiomiopatia dilatativa, già sottoposto negli anni scorsi a un trapianto di fegato. Per salvargli l’occhio, lo scorso 13 luglio, nella sede di Palidoro, un’équipe multidisciplinare dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ha eseguito con successo un trapianto di cornea al termine di una complessa preparazione alla procedura.
Per rendere possibile l’operazione è stata costituita una task force composta da anestesisti, oculisti, cardiologi, cardiochirurghi, epatologi ed esperti di malattie metaboliche. I professionisti di 6 specialità hanno lavorato insieme per definire un percorso personalizzato, pianificando ogni fase della gestione clinica e chirurgica per ridurre al minimo i rischi. Il lavoro decisivo è iniziato molto prima di arrivare in sala operatoria. Per circa 18 ore gli specialisti hanno pianificato ogni dettaglio per affrontare una situazione clinica eccezionalmente complessa. Il trapianto di cornea, eseguito dal dott. Luca Buzzonetti, responsabile di Oculistica del Bambino Gesù, è durato circa 1 ora e 45 minuti. In sala operatoria hanno lavorato 14 professionisti tra medici, infermieri e personale dedicato, con la presenza costante dei cardiologi esperti nello scompenso cardiaco.
L’intervento di trapianto si è concluso con successo. Il giovane ha tollerato l’anestesia generale senza complicanze e, dopo il risveglio in sala operatoria, ha trascorso una sola notte in terapia intensiva per monitoraggio precauzionale. Il decorso post-operatorio è proseguito regolarmente nel reparto di Malattie Metaboliche. Ora è stato dimesso dall’ospedale e le sue condizioni di salute sono buone.