Striscia di Gaza: mons. Palmieri (Cei) a Offida, “una strage gigantesca che nessuno è riuscito a fermare”

“Quella che si sta consumando a Gaza è una ‘strage gigantesca’ e, nonostante gli allarmi e gli appelli lanciati negli ultimi mesi, nessuno è riuscito a fermarla”. Lo ha affermato ieri sera mons. Gianpiero Palmieri, vicepresidente della Conferenza episcopale italiana e vescovo delle diocesi del Piceno, intervenendo a Offida all’apertura della seconda edizione di “Palestina mon amour”, la rassegna promossa dall’associazione “Blow Up” con il sostegno del Comune e la collaborazione di numerose realtà impegnate nella sensibilizzazione sulla situazione del popolo palestinese. Amministratori locali, rappresentanti di associazioni, attivisti e cittadini hanno partecipato alla serata inaugurale, aperta dal dialogo tra mons. Palmieri e il giornalista di Fanpage Davide Falcioni e seguita dalla proiezione del film “La voce di Hind Rajab”, dedicato alla vicenda della bambina palestinese di cinque anni uccisa insieme a parte della sua famiglia e a due soccorritori della Mezzaluna Rossa durante l’offensiva israeliana nella Striscia di Gaza. Nel suo intervento il vicepresidente della Cei ha proposto una riflessione sulle radici politiche e storiche del conflitto israelo-palestinese, ricordando come la Santa Sede sostenga la prospettiva di “due popoli e due Stati”. Ha inoltre richiamato la richiesta avanzata da Papa Francesco alle Nazioni Unite di verificare se nella Striscia vi fossero gli estremi di un genocidio, denunciando l’incapacità della comunità internazionale di fermare le violenze in corso. Mons. Palmieri ha poi evidenziato la crisi degli organismi multilaterali, osservando che “le Nazioni Unite non sono state coinvolte né per Gaza né per l’Ucraina” e che decisioni, sentenze e rapporti delle istituzioni internazionali restano spesso privi di conseguenze concrete. Soffermandosi sull’evoluzione dei conflitti contemporanei, ha sottolineato come “è il potere tecnocratico che decide la guerra”, facendo riferimento al ruolo crescente delle tecnologie avanzate, dei droni e dei grandi centri di elaborazione dei dati. Rispondendo a una domanda sui possibili scenari futuri, il presule ha riconosciuto che il rischio di guerre caratterizzate da dinamiche genocidarie “c’è ed è molto forte”. Ha poi richiamato l’appello di Papa Leone XIV per una “pace disarmata e disarmante”, avvertendo che tale invito rischia di rimanere inascoltato in una fase segnata dall’aumento delle spese militari e da una nuova corsa agli armamenti. Nel corso dell’incontro, mons. Palmieri è intervenuto anche sul tema delle migrazioni, ribadendo che “la parola ‘remigrazione’ non ci può piacere, non ha niente di evangelico”, e richiamando i quattro verbi indicati dal magistero della Chiesa – accogliere, accompagnare, promuovere e integrare – come criteri fondamentali per affrontare il fenomeno migratorio. La serata si è conclusa con un forte appello alla pace e alla tutela della popolazione civile coinvolta nei conflitti.

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