Giovedì 9 luglio alle ore 16.45 la coordinatrice delle associazioni Medicina Solidale e Fonte d’Ismaele, Lucia Ercoli, parteciperà alla conferenza “L’oratorio oggi – Presenza viva in un quartiere popolare”, promossa dall’Ordine degli Architetti di Roma presso la parrocchia di Santa Rita, in via Acquaroni 71, nel quartiere di Tor Bella Monaca a Roma. L’incontro è stato pensato per ridefinire gli spazi sociali nei quartieri popolari e ripensare l’oratorio come infrastruttura sociale, educativa e urbana e si inserisce nel progetto di adeguamento degli spazi ludico-sportivi della parrocchia, con l’obiettivo di formare professionisti capaci di progettare ambienti inclusivi, flessibili e sostenibili.
Il programma prevede anche gli interventi di Luca Ribichini, coordinatore della Commissione Formazione OAR, di Padre Francesco Maria Giuliani, parroco della comunità, del presidente del VI Municipio Nicola Franco, del comandante dei Carabinieri Giovanni Villani e dell’architetto progettista Ettore Gentili, che illustrerà nel dettaglio l’intervento sugli spazi. La giornata si chiuderà con un dibattito conclusivo.
L’evento si propone di offrire strumenti concreti per progettare luoghi capaci di favorire coesione sociale perché, come sottolineano gli organizzatori, “la vocazione dell’oratorio si riassume in un gesto: tenere aperto il cancello”, ma oggi quel cancello deve anche saper comunicare bellezza e accoglienza.
“L’oratorio – spiega Lucia Ercoli – non è solo un luogo fisico, ma è anche uno stile di apertura e di incontro verso i giovani. Non un luogo chiuso, ma un punto di incontro per dialogare, formare e ascoltare i nostri ragazzi. Oggi l’oratorio sembra un luogo riservato a pochi, ma in realtà deve tornare ad essere lo strumento di eccellenza di pre-evangelizzazione, di educazione ai valori del rispetto, della solidarietà e della misericordia”. “Non basta solo un edificio ben costruito – aggiunge Ercoli – occorre dare nuova struttura anche al nostro agire all’interno di questi spazi, rimettendo al centro i valori evangelici attraverso i quali potremo dare un nuovo volto alle nostre comunità”.