Parlamento Ue: nuove norme per l’accesso alla sicurezza sociale ai cittadini che vivono o lavorano in un altro Stato membro

Criteri più chiari per stabilire quale legislazione nazionale in materia di sicurezza sociale si applichi ai lavoratori mobili nell’Ue: è l’obiettivo dell’aggiornamento del regolamento sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, approvato a Strasburgo con 511 a favore, 87 contrari e 61 astenuti. Il regolamento promuove inoltre una cooperazione più rapida tra gli Stati membri nello scambio delle informazioni necessarie per individuare errori e frodi, comprese pratiche abusive come le società fittizie (letterbox companies). “Le nuove norme – spiegano dall’ufficio stampa dell’Eurocamera – chiariscono come i periodi di lavoro subordinato, autonomo o di copertura assicurativa maturati in diversi Stati membri debbano essere conteggiati ai fini del diritto all’indennità di disoccupazione”. “Chi si trasferisce in un altro Stato membro per cercare lavoro avrà diritto a percepire l’indennità di disoccupazione per sei mesi dal Paese di provenienza. Tale periodo potrà essere prorogato fino all’esaurimento del diritto alla prestazione”. Per i lavoratori frontalieri, viene inoltre chiarito quale Stato membro sia responsabile del pagamento dell’indennità. Le norme aggiornate “aumentano la certezza giuridica per le persone che necessitano di assistenza e per chi presta loro cure. Introducono una nuova definizione di assistenza a lungo termine e un elenco delle relative prestazioni rientranti nell’ambito del regolamento”. Viene chiarita la distinzione tra le prestazioni familiari in denaro, destinate a compensare la perdita di reddito quando un genitore interrompe o riduce l’attività lavorativa per accudire un figlio, e le altre prestazioni familiari. “L’obiettivo è favorire una più equa condivisione delle responsabilità genitoriali ed eliminare i possibili disincentivi economici per i genitori che riducono l’orario di lavoro”.
Per i lavoratori che esercitano attività in due o più Stati membri, la normativa “chiarisce come determinare la sede legale o sede dell’attività del datore di lavoro o dell’impresa, al fine di stabilire quale legislazione nazionale in materia di sicurezza sociale si applichi”.
La relatrice Gabriele Bischoff (Germania) ha dichiarato: “Oggi garantiamo una migliore tutela delle norme sulla sicurezza sociale per chi si trasferisce in un altro Paese dell’Ue. Le regole saranno più chiare, più facili da applicare e più semplici sia per i lavoratori che per le imprese nell’Unione. Sarà inoltre rafforzata la cooperazione tra le istituzioni di sicurezza sociale per intensificare la lotta contro le frodi e l’uso delle società di comodo. Per la prima volta sarà introdotta una definizione europea di assistenza a lungo termine e le prestazioni familiari saranno più facili da erogare oltre frontiera”.

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