Nicaragua: Governo su vescovo Mata, “trattenuto per alcuni giorni e riportato alla sua abitazione”. Ma permangono dubbi

Il Governo nicaraguense ha riconosciuto ufficialmente di aver tenuto sotto custodia il vescovo emerito di Estelí, mons. Juan Abelardo Mata Guevara, per diversi giorni per interrogarlo nell’ambito di una presunta indagine sui suoi beni e sui suoi legami familiari, per la quale non esiste alcun fondamento legale. Tuttavia, come segnala il sito indipendente Despacho 505, pur assicurando che il religioso sia stato rimandato alla sua abitazione, non ha presentato alcuna prova del fatto che si trovi effettivamente in libertà, né lo ha mostrato pubblicamente per confermare il suo stato, come ha fatto in altri casi di prigionieri politici che sono stati arbitrariamente detenuti. Il comunicato ufficiale è arrivato sabato scorso, poche ore dopo che gli Stati Uniti avevano chiesto al regime di liberare l’ottantenne presule.
Nel comunicato, il ministero dell’Interno ha affermato che mons. Mata è stato sottoposto a una “necessaria indagine” sull’origine di proprietà e legami familiari che, secondo i loro criteri, “non coincidono con la condizione sacerdotale”. Ha inoltre assicurato che durante l’interrogatorio il vescovo ha rilasciato dichiarazioni su “diversi episodi di violazione delle leggi nazionali”, sebbene non abbia precisato quali siano tali fatti, né se vi sia un’indagine penale aperta o se affronti un qualche processo giudiziario. Il regime ha sostenuto altresì che, concluse le procedure, il vescovo è ritornato alla sua abitazione e che durante il tempo in cui è rimasto sotto custodia è stato trattato “con rispetto e considerazione”. Il Governo non ha nemmeno spiegato dove sia stato trattenuto, in base a quale fondamento legale sia stato privato della libertà, quanto tempo sia rimasto sotto interrogatorio o se continui a essere soggetto a un qualche tipo di restrizione. L’assenza di prove sul presunto ritorno di Mata a casa ha alimentato i dubbi sulla sua reale situazione. Finora, né la diocesi di Estelí, né i familiari, né persone vicine al vescovo hanno confermato di aver avuto contatti con lui.

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