Economia sociale: Forum Terzo Settore, “intrapresa strada giusta, attendiamo passi importanti”

“Con il Piano dell’Economia sociale il nostro Paese ha una grande opportunità di sviluppo e di fare scuola in Europa: è davvero cruciale coglierla a pieno, muovendo subito passi verso la direzione individuata”. Lo afferma oggi Giancarlo Moretti, portavoce del Forum Terzo Settore, a proposito del  passaggio in Consiglio dei Ministri del Piano nazionale dell’Economia sociale, che accoglie anche diverse proposte formulate dal Forum Terzo Settore. “In attesa di leggere il documento sul sito del governo – dichiara Moretti – consideriamo molto positivo che, finalmente, il nostro Paese si doti di politiche strutturali in grado di promuovere, valorizzare, sostenere un modello di economia inclusiva e sostenibile, di cui il Terzo settore italiano è senza dubbio protagonista”. “Uno dei principali meriti del Piano – prosegue -, che nasce da una raccomandazione dell’Ue, è quello di porre l’attenzione su un modello economico che mette al centro il benessere delle persone e della collettività. È un passo cruciale per scardinare l’idea di ineluttabilità, che è stata dominante negli ultimi decenni, di un’economia fondata esclusivamente alla massimizzazione del profitto, di cui a beneficiare sono sempre meno. Nel nostro Paese l’economia sociale è già un fenomeno diffuso e articolato e il Piano ne tiene giustamente conto, mettendo a disposizione strumenti diversi a seconda della tipologia dei soggetti: imprese cooperative, imprese sociali, associazioni, volontariato”. “Nel testo esaminato dal governo – precisa Moretti – troverebbero spazio, tra le altre cose, strumenti finanziari specifici, il rafforzamento delle modalità di collaborazione tra il Terzo settore e le PA per realizzare le politiche pubbliche, la valorizzazione del volontariato e delle competenze di chi lo pratica. Tutti aspetti, questi come altri, che hanno visto un importante contributo da parte del Forum Terzo Settore. Come auspicavamo, inoltre, è stata prevista una struttura per lo sviluppo del Piano presso il Mef. Al momento il Piano si configura come una cornice molto positiva, ma che va quanto prima riempita. Pensiamo, innanzitutto, agli strumenti normativi per realizzare le misure contenute nel testo e, ancor di più, alle risorse: da questo punto di vista ci aspettiamo che già la prossima Legge di Bilancio sia decisiva”.

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