Ebola in R.D. Congo: Oms, “epidemia continua a superare la risposta”

(Foto UN/Martine Perret)

“L’epidemia nella Repubblica Democratica del Congo continua a superare la risposta”. È l’allarme lanciato dal direttore generale dell’Oms-Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, sull’epidemia di Ebola che sta colpendo il Paese africano e che, a 2 mesi dall’inizio, è già la terza più grave mai registrata. Come riferisce il Centro notizie delle Nazioni Unite, finora sono stati segnalati 2.273 casi e 796 decessi, con una diffusione più rapida rispetto a qualsiasi precedente focolaio nella fase iniziale. La maggiore preoccupazione riguarda la provincia orientale dell’Ituri, dove oltre l’80% dei nuovi contagi viene individuato al di fuori delle liste dei contatti già noti, segno che persistono catene di trasmissione non intercettate. A complicare ulteriormente la risposta sanitaria contribuiscono il conflitto armato in corso e gli attacchi alle strutture sanitarie, come quello avvenuto nei giorni scorsi contro un centro per il trattamento dell’Ebola a Bunia. Nonostante ciò, l’Oms evidenzia anche alcuni progressi: sono aumentati i posti letto disponibili, i laboratori per le analisi, il monitoraggio dei contatti e la formazione degli operatori sanitari, mentre 377 persone sono guarite. “Con una diagnosi precoce e cure sicure questa malattia può essere curata e fermata”, ha ribadito Ghebreyesus, rilanciando l’appello a colmare il deficit di oltre 400 milioni di dollari necessario a finanziare il piano congiunto di risposta dell’Oms e di Africa Cdc-Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie. Segnali incoraggianti arrivano invece dall’Uganda, dove l’ultimo paziente confermato è stato dimesso dopo essere risultato negativo per due volte consecutive al virus: si apre così il conto alla rovescia di 42 giorni previsto prima di poter dichiarare conclusa l’epidemia nel Paese. Anche l’Unicef ha chiesto nuovi finanziamenti, avvertendo che sono disponibili appena un quarto delle risorse necessarie per sostenere gli interventi di contrasto al virus.

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