Diocesi: Melfi, a Rionero in serata incontro dei diaconi permanenti e aspiranti

Un momento di confronto dedicato ai diaconi permanenti e agli aspiranti, convocati oggi alle 19 nella chiesa madre di Rionero, nella diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa per riflettere sul ruolo del diaconato permanente nella Chiesa sinodale. L’appuntamento, promosso dal Servizio diocesano per il Diaconato permanente vedrà l’intervento di don Gerardo Cerbasi, incaricato regionale della Conferenza episcopale di Basilicata, con i saluti di don Giuseppe Cacosso e le conclusioni affidate al vescovo Ciro Fanelli. “In una Chiesa che cammina insieme, il diaconato permanente assume una responsabilità particolare: essere segno e strumento di sinodalità”, si legge suo sito diocesano. Il diacono, ordinato per il servizio nella liturgia, nella parola e nella carità, è chiamato a “favorire la partecipazione, l’ascolto reciproco e la corresponsabilità nelle comunità, rendendo concreto il cammino condiviso del popolo di Dio”. La sinodalità si esercita soprattutto nella pratica dell’ascolto e nel prendersi cura delle periferie esistenziali. La posizione stessa del diacono — collocato tra la dimensione clericale e quella laicale, spesso radicato nella vita familiare e professionale — lo rende particolarmente adatto a raccogliere voci, bisogni e speranze e a restituirli alla comunità per un discernimento comune. Questo compito richiede però chiarezza di ruolo, competenze specifiche e uno stile personale fondato sull’umiltà, sull’apertura e sul coraggio di servire i più fragili”. Per essere efficace in questa missione, il diacono – spiega la diocesi – ha bisogno di “una formazione solida, integrale e continua. La formazione non è un optional: è condizione necessaria perché il ministero diaconale sia credibile, duraturo e realmente al servizio della sinodalità. Essa riguarda non solo l’acquisizione di conoscenze, ma soprattutto la crescita umana, spirituale e pastorale che permette di incarnare la vocazione al servizio in contesti molteplici e complessi”. In una Chiesa sinodale, il diacono è chiamato a essere “testimonianza vivente di servizio, ascolto e corresponsabilità. Per rispondere a questa chiamata è indispensabile investire nella formazione integrale dei diaconi: essa rende possibile un ministero autorevole, umano e fecondo, capace di promuovere la partecipazione comunitaria e di portare il Vangelo nelle pieghe della vita quotidiana. La formazione è quindi un servizio alla Chiesa stessa, perché attraverso di essa il dono del diaconato diventi sempre più strumento efficace di comunione e missione”.

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