Le riforme approvate negli ultimi anni in materia di disabilità devono tradursi in diritti effettivamente esigibili e non rimanere semplici enunciazioni di principio. È l’appello lanciato dalla Fish-Federazione italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie, al termine della riunione della Giunta nazionale con i presidenti delle Fish regionali dell’11 luglio scorso, convocata per avviare il percorso verso il prossimo congresso elettivo. Al centro del confronto, l’attuazione del decreto legislativo n. 62/2024, con particolare riferimento alla fase di sperimentazione della riforma della valutazione di base e del progetto di vita. La Federazione segnala criticità organizzative e amministrative che, se non corrette rapidamente, potrebbero compromettere l’avvio del nuovo sistema previsto dal gennaio 2027 e chiede al ministero per le Disabilità l’adozione dei necessari decreti correttivi. Tra le priorità indicate anche il rafforzamento dei percorsi di deistituzionalizzazione, attraverso investimenti nei sostegni territoriali e nei progetti personalizzati per garantire il diritto a una vita indipendente e pienamente inclusa nella comunità. La Fish richiama inoltre l’attenzione sulla scuola, denunciando il ritardo nell’attuazione delle norme sull’inclusione e ribadendo la contrarietà a qualsiasi ipotesi di ritorno a classi o percorsi separati per gli alunni con disabilità, ritenuta un passo indietro rispetto al modello inclusivo italiano. Sul fronte del lavoro, la Federazione evidenzia come il diritto all’occupazione resti ancora negato a molte persone, nonostante gli strumenti legislativi esistenti. Tra le richieste figurano anche la piena attuazione della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, il superamento degli istituti dell’interdizione e dell’inabilitazione, il rafforzamento degli strumenti di sostegno alle decisioni e una rapida approvazione della legge sul caregiver familiare. “Le grandi riforme approvate negli ultimi anni non possono restare sulla carta”, ribadisce la Fish, chiedendo a Governo, Parlamento, Regioni ed enti locali di dare concreta attuazione alle misure previste per garantire, senza ulteriori ritardi, i diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie.