“Il 10 luglio 1976, un grave incidente industriale a Seveso, in Italia, espose migliaia di persone e vaste aree a una nube tossica di diossina, un inquinante ambientale persistente. A seguito di questo incidente, l’Ue”, allora Cee, “adottò misure decisive per prevenire e controllare tali incidenti, adottando la Direttiva Seveso, entrata in vigore nel 1982”. Anche a Bruxelles si ricorda il disastro umano, ambientale e industriale avvenuto nella cittadina brianzola mezzo secolo fa. “Questa legge innovativa ha portato a una significativa riduzione del rischio di incidenti gravi” in Europa, “diminuendo i danni a persone, beni e ambiente, e ha ispirato leggi e standard di sicurezza simili in tutto il mondo”. Oggi, la Direttiva Seveso rimane, si precisa dalla Commissione europea, “la spina dorsale del quadro normativo europeo in materia di sicurezza industriale, garantendo valutazioni del rischio più rigorose, una pianificazione territoriale più sicura, una gestione della sicurezza più efficace e una migliore preparazione alle emergenze. Essa riguarda circa 11.000 siti industriali in tutta l’Unione, come impianti chimici e petrolchimici, nonché raffinerie di petrolio”. In concreto, le imprese devono prevenire gli incidenti gravi e limitarne le conseguenze, mentre le autorità garantiscono la supervisione e la sicurezza pubblica.