“Fraterna vicinanza e sincera solidarietà” ai vescovi, al clero, ai consacrati e alle popolazioni colpite dalla guerra. È il messaggio che il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha inviato ai patriarchi del Medio Oriente, esprimendo “apprensione” per “l’inasprirsi delle violenze che continuano a provocare sofferenza, ferite e lutti, gravando soprattutto sui più fragili: famiglie, bambini, anziani, malati, persone costrette a lasciare le proprie case”. “Ci preoccupa fortemente – scrive Zuppi – il fatto che le comunità cristiane del Medio Oriente, culla della nostra fede, già messe a dura prova da anni di violenza e da episodi di persecuzione, possano perdere la speranza e, soprattutto, che le giovani generazioni decidano di abbandonare la terra in cui sono nate”. Il presidente della Cei ribadisce “con convinzione che la guerra non è e non può mai essere la risposta” e che “la logica della forza non può sostituirsi alla paziente arte del dialogo e della diplomazia”. Rinnova quindi l’appello di Papa Leone XIV affinché “tacciano le armi, cessino i bombardamenti, si giunga senza indugio a un cessate il fuoco”. Domani la Chiesa italiana vivrà una giornata di preghiera e digiuno per la pace, durante la quale si farà memoria in particolare di p. Pierre El Raii, ucciso in un attacco in Libano, e delle martoriate Chiese del Medio Oriente.