Missionari martiri: il 24 marzo Via Crucis in ogni diocesi calabrese

Il prossimo 24 marzo, in occasione della 31ª Giornata dei missionari martiri, si svolgerà in tutte le diocesi della Calabria una Via Crucis missionaria promossa dalla Commissione missionaria della Conferenza episcopale calabra, presieduta dall’arcivescovo di Rossano-Cariati, mons. Maurizio Aloise. La celebrazione, viene ricordato in una nota, è collocata nel giorno dell’uccisione del vescovo Oscar Romero, avvenuta nel 1980, a memoria del suo impegno a fianco del popolo salvadoregno, oppresso da un regime elitario incurante della sorte dei più poveri e dei lavoratori. Da allora ogni anno in questa data si ricordano i missionari e le missionarie vittime di ostilità e di odio. “Mi sarete testimoni” è il tema scelto quest’anno per ricordare quanti hanno perso la vita tragicamente a causa del Vangelo nel corso del 2022. La ripartizione continentale di questi tragici eventi evidenzia che il numero più elevato di uccisioni si è registrato in Africa, dove sono stati uccisi 9 missionari (7 sacerdoti, 2 religiose), seguita dall’America Latina, con 8 missionari uccisi (4 sacerdoti, 1 religioso, 1 religiosa, 1 seminarista, 1 laico) e quindi dall’Asia, dove è stato ucciso 1 sacerdote. Donne e uomini di pace che si sono fatti testimoni autentici dell’Amore di Dio Padre, donando tutto se stessi.
La Commissione Missionaria, secondo quanto indicato dal segretario regionale don Enzo Malizia, ha voluto riflettere su ciascuno dei 18 missionari e missionarie uccisi nel 2022, ricostruendo le circostanze della morte e riflettendo su di esse alla luce di un brano evangelico e di una preghiera per le comunità ecclesiali che hanno subito la perdita di un loro testimone. Le 12 diocesi calabresi e il seminario San Pio X di Catanzaro sono stati coinvolti nella redazione del testo della Via Crucis. “La celebrazione – viene spiegato nella nota – sarà vissuta nello stesso giorno in ciascuna delle diocesi calabresi così da rivivere, in comunione, la strada percorsa da Gesù e imitata, secondo modalità spesso violente e impreviste da coloro che, con Lui e come Lui, avevano messo in conto, fin dal giorno della loro consacrazione, il dono della vita. Il loro sacrificio non passi inosservato, ma diventi stimolo ed esempio di totale dedizione nell’annuncio della Buona Notizia tra gli ultimi della terra, laddove il messaggio di speranza di Cristo è quanto mai urgente e necessario”.

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