Congresso eucaristico nazionale: card. Zuppi, “oggi viviamo una guerra in Europa che toglie il pane”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

(da Matera) “Torniamo al gusto del pane”. È l’invito centrale dell’omelia del card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, dal palco di piazza Vittorio Veneto a Matera, per la celebrazione di apertura del Congresso eucaristico nazionale. “Nella pandemia ne siamo stati privati. Riscopriamolo e viviamolo in maniera più familiare!”, ha esclamato il cardinale: “Perché la Chiesa è sempre una famiglia e l’Eucaristia sono i fratelli e le sorelle che diventano comunione perché uniti da Gesù, suoi commensali”. “Oggi viviamo una guerra in Europa che brucia i campi, che toglie il pane, creando fame”, la denuncia: “Fame nel senso stretto e fame di vita, di luce, di speranza, di cose buone, di futuro. Torniamo al sapore del pane e di questo Pane. È personale, ma ci apre sempre al prossimo. È intimo, scende nel profondo del nostro io ma anche così comunitario, è così santo e rende santa la vita di tutti i giorni. È pane del cielo e della terra, ricevuto e offerto. Entriamo nell’Eucaristia per nutrici del pane della sua parola e del suo corpo – sono molto uniti il Corpus Domini e il Verbum Domini – ma poi per uscire ad amare il prossimo e trasformare l’amore ricevuto, a cogliere questo dono perché, come ha detto saggiamente mons. Caiazzo, ‘perdendo di vista Dio, qualche volta con la pretesa di sostituirlo, stiamo perdendo di vista la nostra identità di uomini’. Ma funziona anche al contrario: guardando Dio capiamo la nostra identità di uomini e capiamo gli altri uomini”.” Il servizio al povero è eucaristico e dall’Eucaristia trae nutrimento e all’Eucaristia porta le tante sofferenze e necessità”, ha ricordato Zuppi: “Il corpo e sangue di Cristo, il pane spezzato e vino versato hanno un sapore di amore pieno, di famiglia e di dono. Come si usava qui, dove i capifamiglia prendevano quel pane e lo spezzavano e lo offrivano ai diversi componenti, impariamo a fare così anche nelle famiglie delle nostre comunità”. “E il pane genera famiglia e rappresenta la famiglia allo stesso tempo”, l’immagine scelta dal presidente della Cei: “Siamo una famiglia, tutti siamo ministri del Vangelo, perché ognuno che rende, come abbiamo ascoltato, famiglia, iniziando dal pane che ci sembra poco, ma se vogliamo nutrirà noi e il prossimo. Così è: pane di condivisione, di solidarietà verso tutti, a iniziare sempre da chi ha più fame, da chi ha bisogno. L’Eucaristia genera e rigenera la famiglia di Dio. Non siamo estranei che condividono qualcosa: siamo dei figli che si nutrono dell’unico pane di vita, generata da lui, ministri tutti del Vangelo, perché ognuno, così com’è, si mette al servizio per aiutare e costruire questa casa in cui gustiamo il sapore del pane”.

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