Processo in Vaticano: Crasso, “andare a Londra è stato il più grande errore della mia vita”

“Andare a Londra è stato il più grande errore della mia vita. Dovevo rimanerne fuori”. Così il finanziere Enrico Crasso ha risposto al promotore di Giustizia, Alessandro Diddi, durante l’interrogatorio avvenuto nella diciottesima udienza in corso in Vaticano sugli investimenti finanziari della Segreteria di Stato a Londra. Interpellato sugli investimenti sulla vicenda del Palazzo di Sloane Avenue, Crasso, e in particolare riguardo al suo viaggio a Londra del novembre 2018 – secondo quanto ha riferito il “pool” di giornalisti ammessi nell’Aula polifunzionale dei Musei Vaticani – ha risposto: “Non era di mia competenza dire se l’investimento di Londra fosse o meno un investimento a rischio. Non sapevo nulla dell’ipoteca di 75 milioni di euro. Nella vicenda di Londra ci sono finito per caso: mi è stato chiesto di recarmi a Londra per verificare alcune caratteristiche dell’investimento. Non so perché non mi sono tirato fuori, mi sono lasciato coinvolgere”. Il riferimento è all’incontro con mons. Alberto Perlasca, Gianluigi Torzi e altri, dal quale Crasso, ha spiegato, avrebbe dovuto capire che sarebbe stato meglio tirarsi fuori dalla vicenda. Interrogato in seguito dalle parti civili, Crasso ha negato di aver avuto alcun conflitto di interessi e ha affermato: “Sono stato vilipeso in tutti i sensi, anche in presenza del Santo Padre, e questo mi dà molto dolore”. Il processo in corso in Vaticano continuerà domani con la continuazione dell’interrogatorio di Fabrizio Tirabassi. Non ci sarà, invece, l’udienza prevista del 1° giugno, mentre il 6 e il 7 giugno sarà la volta dell’interrogatorio di Raffaele Mincione. Nell’udienza del 28 giugno proseguirà l’interrogatorio di Enrico Crasso.

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