Diocesi: mons. Migliavacca (Arezzo), “vorrei vivere in mezzo a voi cercando la vita, promuoverla anche nelle povertà, nelle fragilità, nel peccato, nelle diversità”

“Inizio oggi con voi, amata Chiesa di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, il mio cammino di Pastore e a tutti voi chiedo il dono della accoglienza, il dono della vostra benedizione, la cordialità della vostra amicizia. A tutti dico già il mio grazie più intenso”. Lo ha affermato ieri mons. Andrea Migliavacca, nuovo vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, nell’omelia pronunciata in cattedrale durante la celebrazione eucaristica con cui ha avuto inizio l’inizio del ministero episcopale nella Chiesa affidatagli da Papa Francesco.
“Come già ho scritto nel mio primo saluto alla diocesi ci guida la stella polare della Parola di Dio. Le tre pagine bibliche ci parlano anzitutto di attesa” ed “è con questo spirito di attesa che possiamo leggere anche l’inizio del mio ministero in mezzo a voi”, ha sottolineare il presule, rilevando che “tante attese ci accompagnano nella vita e anche oggi, anche in questa celebrazione, anche nel mio cuore… E la Parola ci dice: viene il Signore, c’è vita per te…”. “Cercare Dio – ha proseguito mons. Migliavacca – significa cercare la vita vera, la vita donata da Lui. Vorrei vivere così da vescovo in mezzo a voi…: cercando la vita…, nell’incontro con il Signore e con tante storie di vita, le vostre. Lo stile è racchiuso un poco anche nel motto del mio stemma episcopale: ‘Maestro dove abiti?’ e poi la stella cometa che guida una ricerca… Cercare la vita. Desidero cercare, vedere, incontrare la vita, promuoverla lì dove si trova o dove va fatta rinascere, lì dove c’è anche una pur flebile esperienza di vita ed ogni sua espressione, nei luoghi ove è segnata da fragilità eppure è carica di pienezza. Cercare la vita… anche nelle povertà, nelle fragilità, nel peccato, nelle diversità… Vedere la vita che nasce, vedere la vita possibile, gustare la vita, accogliere, ascoltare, condividere. Così leggo per me oggi l’invito a vegliare: cerca la vita…, cogli ogni seme di vita… e indicala ai tuoi fratelli e sorelle, a voi, cari amici. L’Avvento potrebbe diventare tempo intenso in cui chiedere al Signore che egli non aggiunga soprattutto giorni alla nostra vita, ma vita ai nostri giorni”.
La giornata del vescovo si era aperta a Viciomaggio, nel Comune di Civitella in Val di Chiana, con l’incontro con gli ospiti dell’Istituto Medaglia Miracolosa, una realtà di eccellenza sul fronte della riabilitazione e gli alunni e le famiglie della scuola materna e primaria retta dalle suore di Santa Marta. La giornata era proseguita fino ad Agazzi, dove dal dopoguerra i padri passionisti gestiscono l’Istituto Madre della Divina Provvidenza, una realtà di prim’ordine sul fronte della promozione della disabilità e in molti ambiti sanitari. Mons. Migliavacca si è spostato poi alla Casa circondariale di Arezzo, dove ha incontrato i detenuti. Successivamente si è recato alla parrocchia di San Francesco Stigmatizzato in Saione, dove ha visitato alcuni immigrati e conosciuto le realtà caritative che operano nella parrocchia, ha sostato brevemente con le sorelle di Gesù Povero e consumato un pranzo al sacco con i giovani, che si erano dati appuntamento dalla mattinata all’oratorio di Saione per celebrare la Giornata diocesana della gioventù. L’incontro con i giovani è proseguito nella basilica di San Francesco, da dove, dopo un momento di preghiera, il vescovo ha camminato insieme a loro fino al Palazzo del Comune; qui ha ricevuto i saluti istituzionali del sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, e del prefetto Maddalena De Luca. Nel tragitto ha fatto tappa anche alla Pieve di Santa Maria dove è contenuto il busto reliquiario del patrono san Donato. La messa in cattedrale è stata concelebrata dai cardinali Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino e vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza, Gualtiero Bassetti, arcivescovo emerito di Perugia-Città della Pieve, ed Ernst Simoni, diacono di Santa Maria della Scala, oltre che a numerosi vescovi provenienti principalmente dalla Toscana e dalla Lombardia.

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