Demenza: Alzheimer Europe, “in 3 anni Italia migliora gestione del 10%”. Salvini Porro (Fed. Alzheimer Italia), “confidiamo in Piano appena finanziato”

Dal 2017 al 2020 l’Italia migliora del 10% la gestione della demenza: lo rivela il nuovo Dementia monitor europeo 2020 Alzheimer Europe, organizzazione che riunisce 37 Associazioni Alzheimer in Europa, tra cui la Federazione Alzheimer Italia. L’indagine presenta un aggiornamento su come i Paesi europei stanno gestendo la sfida alla demenza, identificando iniziative e azioni che possano migliorare la qualità della vita delle persone con demenza e i loro familiari.
I 36 Paesi coinvolti nell’indagine sono stati valutati in base a 10 differenti parametri suddivisi in 4 macro aree – assistenza, ricerca, politiche sociali, aspetti legali – per arrivare a una classifica finale stilata sulla base dei risultati ottenuti dagli Stati nelle singole categorie, ciascuna delle quali contribuisce al 10% del punteggio totale. Al primo posto si posiziona la Svezia con un punteggio complessivo del 71,8%, seguita da Regno Unito (Scozia 70,9% e Inghilterra 68,4%), e Belgio (67,2%).
L’Italia, da metà classifica, sale al 10° posto con un punteggio di 62,9%, +10% rispetto alla precedente indagine. Chiudono la classifica tre Paesi dell’est: Bosnia-Erzegovina (24,7%), Polonia (22,8%) e Bulgaria (19,5%). Il nostro Paese registra un miglioramento in quasi tutte le categorie prese in esame, ottenendo il punteggio pieno in due, nello specifico nel riconoscimento dei diritti legali delle persone con demenza e dei loro familiari e nella partecipazione alle iniziative europee di ricerca sulla demenza; in generale, dimostra una grande attenzione per gli aspetti sociali e per la tutela dei diritti, grazie anche a iniziative come le Comunità amiche delle persone con demenza realizzate dalla Federazione Alzheimer Italia.
“La strada da percorrere è ancora lunga e, come molti altri, il nostro Paese è ancora carente nel garantire servizi di assistenza adeguati e accessibili alle persone con demenza, ma confidiamo che il recente finanziamento del Piano demenze possa portare un miglioramento anche in queste aree, come anche nella ricerca”, afferma Gabriella Salvini Porro, presidente Federazione Alzheimer Italia. Nonostante il rallentamento delle iniziative legato alla pandemia, per Salvini Porro i passi in avanti sono “il risultato dell’incessante impegno degli operatori e delle associazioni che a vario titolo si occupano di demenze”. “Continueremo – assicura – la nostra attività di advocacy presso le istituzioni”.

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