Sfollati interni: Santa Sede, “proteggere, riabilitare e reinserire le vittime della tratta”. “Collocare i campi in aree sicure”

“Si registra un numero sempre crescente di casi di tratta di esseri umani e sfruttamenti sessuali aventi come vittime gli sfollati interni nelle diverse fasi del loro spostamento”. È uno dei dati contenuti negli Orientamenti pastorali sugli sfollati interni (Internally Displaced People, Idp), elaborati dalla sezione del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale e pubblicati oggi. “Battersi affinché agli Idp che sono stati vittime di traffico sia data la possibilità di integrarsi nella società che li accoglie, proteggendoli dal rischio di essere nuovamente vittime di traffico”, la raccomandazione del Dicastero pontificio, secondo cui “gli Stati dovrebbero sviluppare o migliorare programmi e meccanismi per proteggere, riabilitare e reinserire le vittime, assegnando loro le risorse economiche sequestrate ai trafficanti”. “Gli sfollati interni che risiedono nelle aree urbane sono spesso relegati nei quartieri periferici e in baraccopoli, dove essi vivono in condizioni svantaggiate rispetto ad altri cittadini del luogo”, la denuncia del documento, in cui si esorta la Chiesa cattolica a “raggiungere e tendere una mano agli sfollati interni in ogni periferia e baraccopoli, mirando a promuovere lo sviluppo umano di tutti, attraverso la prestazione di assistenza sociale e ministero spirituale”. All’interno dei campi, “gli sfollati interni si ritrovano spesso costretti ad affrontare difficoltà e assenza di protezione, anche quando i campi stessi sono gestiti dalle organizzazioni internazionali”: di qui la necessità di “fare il possibile affinché i campi siano collocati in aree sicure, in località il più possibile lontane da conflitti e sicure da eventuali attacchi”, proteggendo i residenti “dalle varie forme di violenza morale e fisica” e facendo sì che “i diritti e la dignità di tutti nella società siano totalmente rispettati”. “I ministri di diverse religioni devono avere piena libertà di incontrare i rifugiati, per offrir loro un’assistenza adeguata”, l’auspicio del testo, così come tutti gli operatori umanitari coinvolti.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Riepilogo

Informativa sulla Privacy