Sfollati interni: Santa Sede, “non rientrano nel sistema di protezione internazionale previsto per i rifugiati”

“Anche se sono spesso costretti a fuggire allo stesso modo e per le medesime ragioni dei rifugiati”, gli sfollati interni “non rientrano nel sistema di protezione internazionale previsto dal diritto internazionale dei rifugiati”. A lanciare il grido d’allarme è la sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, nel volume “Orientamenti pastorali sugli sfollati interni” (Internally Displaced People, Idp), pubblicato oggi. “Finché non sono costretti a oltrepassare un confine internazionalmente riconosciuto alla ricerca di sicurezza e protezione”, gli Idp – si legge nella prefazione – “rimangono cittadini sotto la giurisdizione legale del loro Paese d’origine, aventi gli stessi diritti e garanzie di qualsiasi altro cittadino di quello specifico Stato”, il monito del documento, in cui si fa presente che “il riconoscimento che uno Stato abbia l’obbligo primario di proteggere tutti i suoi cittadini, in qualsiasi circostanza, insieme al rispetto della sovranità statale da parte della comunità internazionale, ha avuto, finora, come risultato l’assenza di un regime giuridico vincolante a livello internazionale e di una definizione globalmente riconosciuta di sfollamento interno”. Per questo, “la responsabilità primaria nel proteggere i diritti umani degli sfollati interni e nel garantire loro assistenza umanitaria rimane in capo al governo della nazione d’appartenenza, anche qualora quel governo non sia sempre disposto o in grado di adempiere i propri obblighi”. “Offrire suggerimenti e linee guida per un’azione basata su quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere, integrare”, l’obiettivo principale del volume, sulla scorta dei quattro imperativi di Papa Francesco per i migranti e i rifugiati. Gli Orientamenti sono a uso delle diocesi, parrocchie e congregazioni religiose, scuole e università cattoliche, delle organizzazioni cattoliche e di altre organizzazioni della società civile e di “qualsiasi gruppo che voglia darvi seguito”.

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