Regolarizzazione migranti: Forti (Caritas), “sarebbe un bel contributo per combattere criminalità, sfruttamento e abusi”

“Azzerare l’irregolarità nel nostro Paese significa dare sicurezza a tutti”: ne è convinto Oliviero Forti, responsabile dell’area immigrazione di Caritas italiana, in merito al dibattito sulla regolarizzazione dei lavoratori stranieri irregolari, da inserire nel “Decreto maggio” che in settimana potrebbe essere approvato dal Consiglio dei ministri.  “Sarebbe un bel contributo per combattere la criminalità e le altre forme di sfruttamento e abusi – afferma al Sir – perché sappiamo che la criminalità si muove sempre nel torbido. Fino a quando non garantiamo trasparenza, sicurezza e regolarità la criminalità spadroneggia”. Forti ricorda che “è lo stesso meccanismo utilizzato dai trafficanti di esseri umani: finché non creiamo vie legali e sicure per venire in Italia le persone si affideranno ai trafficanti e saranno merce su cui lucrare”. Lo stessa accade per i lavoratori agricoli: “Quando i lavoratori migranti avranno un contratto e una abitazione dignitosa il ruolo del caporale quasi automaticamente verrà meno – sottolinea -. Non scomparirà del tutto perché è una figura fortemente radicata in certi contesti, però sarà molto meno importante e condizionante rispetto alla vita di queste persone. Perché chi non ha poteri contrattuali non può rivendicare i propri diritti”. Ora, ad esempio, non si può affittare una casa senza il permesso di soggiorno. Con la regolarizzazione, suggerisce Forti, “bisognerà fare in modo di creare un mercato abitativo e riavviare un processo che porti al superamento della situazione attuale, oggi complicatissima”. Caritas è presente in diverse regioni italiane a fianco dei braccianti stranieri con il Progetto Presidio: “I nostri operatori sui territori ci riferiscono che gli stessi lavoratori sono stati coscienziosi e si sono chiusi in auto quarantena. Per fortuna non si sono registrati, all’interno di queste realtà, casi gravi di contagio da Covid-19 come si temeva”.

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