Migrazioni: Unicef, un progetto per rafforzare la salute dei bambini vulnerabili

Nell’ambito del Programma dell’Unione europea per la salute, la Direzione generale per la salute e la sicurezza alimentare si è impegnata a sostenere il lavoro dell’Unicef per garantire ai bambini rifugiati e migranti e alle loro famiglie l’accesso ad una assistenza sanitaria di qualità e a informazioni sanitarie accurate in Bulgaria, Grecia, Italia, Spagna, Bosnia-Erzegovina e Serbia. La pandemia globale di Covid-19 aggrava ulteriormente le sfide sanitarie. “Con la pandemia in corso, proteggere il diritto di ogni bambino e adulto all’assistenza sanitaria e a un’informazione accurata sulla salute è fondamentale. Questa collaborazione con il Programma dell’Ue per la salute contribuirà a garantire ai bambini rifugiati e migranti più vulnerabili un migliore accesso ai servizi sanitari di base, al sostegno psicosociale e ai servizi di prevenzione e risposta alla violenza”, ha dichiarato il direttore regionale per l’Europa e l’Asia centrale e coordinatore speciale dell’Unicef per la risposta ai rifugiati e ai migranti in Europa, Afshan Khan. Il progetto “Rm child-health” aiuterà a migliorare la salute dei bambini rifugiati e migranti aumentando il loro accesso alle vaccinazioni salvavita, al supporto alla salute mentale e psicosociale, alle attività di prevenzione e risposta alla violenza di genere, nonché all’assistenza sanitaria materna e neonatale e al supporto nutrizionale. Saranno creati e condivisi materiali informativi sui rischi e i servizi legati alla salute disponibili per le popolazioni rifugiate e migranti. Anche in Italia saranno impiegati interpreti medici e mediatori culturali per sostenere la comunicazione tra i bambini, le famiglie e gli operatori sanitari.r rispondere ai bisogni legati all’emergenza sanitaria, con informative multilingua per i giovani migranti e rifugiati. In Italia, ha precisato il presidente dell’Unicef Italia Francesco Samengo, “continuiamo a garantire supporto sanitario anche attraverso screening medici, distribuzione di kit d’igiene per coloro che si trovano fuori dal sistema di accoglienza, che vivono nelle stazioni e negli insediamenti informali o in transito”.

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