Coronavirus Covid-19: Msf, “bloccare le espulsioni dei richiedenti asilo dagli Stati Uniti per evitare la diffusione dell’epidemia”

Il governo degli Stati Uniti deve sospendere tutte le espulsioni di migranti e richiedenti asilo verso i paesi dell’America latina e centrale che, spostando persone dall’epicentro dell’epidemia di Covid-19 negli Stati Uniti verso paesi con un tasso di trasmissione del virus più basso, aggraveranno la crisi sanitaria nell’area. È l’avvertimento di Medici senza frontiere (Msf) che offre assistenza medico-umanitaria lungo la rotta migratoria, in particolare al confine settentrionale del Messico.
“Nonostante il rischio di contagio e le implicazioni per la salute delle persone, gli Stati Uniti hanno continuato ad organizzare voli per riportare migranti e richiedenti asilo nei loro Paesi d’origine, molti dei quali hanno un sistema sanitario fragile”, afferma Marc Bosch, responsabile per le operazioni di Msf in America Latina.
Anche il Messico continua le espulsioni e i rimpatri volontari dei migranti che vogliono tornare nel loro Paese d’origine. Dalla fine di marzo, l’amministrazione Trump ha chiuso i confini degli Usa ai richiedenti asilo, mettendo ulteriormente a rischio persone che oltre a fuggire dalla violenza saranno in pericolo anche per il Covid-19.
Le équipe di Msf stanno già vedendo l’impatto sulla salute causato dalle espulsioni durante il picco della pandemia. Uno dei rifugi per migranti in cui Msf lavora a Nuevo Laredo, in Messico, ha dovuto bloccare le nuove ammissioni dopo che 15 persone hanno contratto il Covid-19 da un paziente positivo espulso recentemente dagli Stati Uniti.
“Quello che è successo a Nuevo Laredo dimostra come continuare le espulsioni dagli Stati Uniti, nonostante il Paese abbia il più alto numero di persone positive al mondo, può mettere a rischio innumerevoli altre persone e che i rifugi per migranti hanno bisogno di risorse adeguate per adattarsi e minimizzare la trasmissione del virus”, afferma Sergio Martin, capomissione di Msf in Messico.
La chiusura dei rifugi, attuata in tutto il Messico dall’inizio dell’epidemia, ha lasciato migranti e richiedenti asilo particolarmente esposti al virus e ha limitato l’accesso di queste persone ai servizi di base. Gli Stati Uniti, nella cornice delle misure d’emergenza per il coronavirus, stanno espellendo tutti i migranti al confine con il Messico, dove non c’è un sistema sicuro per garantire la quarantena o l’isolamento dei pazienti espulsi. La situazione è particolarmente critica nelle città settentrionali del Messico, notoriamente pericolose e caratterizzate da un alto tasso di violenza contro i migranti, dove si sta registrando il più alto numero di casi di Covid-19 proprio per la loro vicinanza agli Stati Uniti e i più frequenti movimenti di persone.

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