Coronavirus Covid-19: mons. Miglio (emerito Cagliari), “emergenza ha stimolato la fantasia tecnologica, con messe in streaming rischio ‘privatismo’”

Foto Siciliani-Gennari/SIR

L’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus Covid-19 “può offrire dei vantaggi, rompendo abitudini e aiutandoci a riscoprire l’essenziale”. “Ha stimolato la fantasia tecnologica dei pastori per stare vicino ai fedeli; ma è vero che può anche provocare inconvenienti e danni. Uno dei rischi può essere proprio quello di perdere qualcosa della dimensione ecclesiale dei Sacramenti e le conseguenze possono ricadere sulla vita della comunità intera. Per la nostra situazione sarà il tempo a dircelo, ma è importante rifletterci. Potremmo involontariamente aver alimentato un certo individualismo o ‘privatismo’. Però liturgie belle, vive, non noiose, comprensibili, saranno sempre capaci di riempire il cuore delle persone e della comunità”. Ne è convinto l’arcivescovo emerito di Cagliari, mons. Arrigo Miglio, che così si è espresso in un’intervista pubblicata da alcuni giornali diocesani della Sardegna.
Ricordando come “l’Eucaristia è sempre per tutto il popolo e anche un sacerdote che eccezionalmente celebra senza il popolo presente sa di compiere un atto che coinvolge tutta la Chiesa”, l’arcivescovo emerito sottolinea che “la presenza del popolo è fondamentale anche perché l’Eucaristia fa ‘crescere’ la comunità cristiana come corpo di Cristo”. E se la possibilità di usare i social “ha permesso di raggiungere molta gente e ha reso più visibili celebrazioni eccezionali che in altre situazioni restavano riservate”, mons. Miglio precisa che “da sempre il seguire la Santa Messa in tv è stato presentato come un fatto eccezionale, per chi è impossibilitato a recarsi in chiesa e non certo per incoraggiare individualismo o pigrizia”. “Credo che queste celebrazioni – conclude l’arcivescovo emerito – abbiano comunque contribuito a portare nelle case una presenza più sensibile e visibile del Signore, in un periodo in cui la tentazione di pensare che Lui fosse lontano era forte”.

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