Corno d’Africa: Save the Children, “locuste, coronavirus e inondazioni, mix letale per i bambini”

Il ritorno degli sciami di locuste del deserto, con altre uova che potrebbero dischiudersi nel mese in corso, gli effetti dell’emergenza Covid-19 e il riaffacciarsi della stagione delle inondazioni rappresentano una combinazione letale che mette a rischio la vita dei bambini malnutriti in Somalia, Etiopia e Kenya: è l’allarme lanciato da Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro. In questi tre Paesi, sottolinea Save the Children, almeno 5,2 milioni di bambini sotto i cinque anni di età stanno già soffrendo la malnutrizione acuta, e di questi circa 1,3 milioni sono colpiti da forme ancora più gravi di malnutrizione e rischiano di morire di fame. Le piogge hanno anche portato a un drammatico aumento delle acque del bacino fluviale di Shabelle, che attraversa sia l’Etiopia che la Somalia, con il fiume attorno alla città di Beledweyne che si è alzato fino a 6 metri. Si teme che in questi giorni possa esserci un’inondazione che metterebbe in pericolo oltre 240mila persone, molte delle quali sono già state colpite da devastanti inondazioni che hanno colpito la regione a ottobre e novembre scorsi.
I nuovi sciami di locuste, i ripetuti eventi meteorologici estremi e la dipendenza da forme di reddito che stanno subendo gli effetti delle restrizioni per il Covid-19 – come il turismo e le rimesse – stanno avendo un impatto senza precedenti su famiglie già vulnerabili e che già soffrono di malnutrizione in tutto il Corno d’Africa. I prezzi delle materie prime sono già aumentati di oltre il 2% in Somalia – un aumento sostanziale per le famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà – e lo staff di Save the Children sul campo ha potuto constatare che questa situazione sta portando le famiglie a saltare i pasti. Considerati i dati attuali, gli esperti di nutrizione temono quindi che possa esserci un aumento sostanziale dei bisogni alimentari in condizioni di emergenza nei prossimi mesi.

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