Parlamento Ue: “gender gap”, forte divario uomini-donne nelle retribuzioni e nei ruoli manageriali

(Bruxelles) “Sono stati compiuti progressi, ma la disparità tra uomini e donne persiste, anche sul mercato del lavoro. In media, le donne nell’Ue sono pagate meno degli uomini”: il Parlamento europeo a pochi giorni dalla Giornata internazionale della donna, 8 marzo, ha pubblicato oggi una serie di dati che illustrano come siano i rapporti tra uomini e donne nell’Ue in quanto a stipendi medi.

(SIR/European Parliament)

Le donne guadagnano in media quasi il 15% in meno all’ora rispetto agli uomini, con punte massime che vanno dall’Estonia, dove il divario retributivo di genere è del 23% a vantaggio ovviamente degli uomini (seguita dalla Germania con il 20,7%), al minimo della Romania, dove si registra il divario più basso, pari al 3%. La forbice è stretta anche in Lussemburgo (4,6%), Italia (5%), Belgio (6%). C’è da notare, spiegano da Bruxelles, che una forbice più stretta “non significa necessariamente una maggiore uguaglianza di genere”, dato che “si verifica di solito nei Paesi con un basso impiego femminile”, mentre una forbice più ampia, può derivare dal fatto che “le donne sono più concentrate nei settori a basso reddito o lavorano a tempo parziale”.
A influire sui dati retributivi sono poi anche fattori come il tasso d’occupazione (il 62,3% delle donne lavora contro il 73% degli uomini) o il lavoro part-time (un fatto per il 29,9% delle donne occupate contro l’8,3% degli uomini). Tra i dati più eclatanti, è che le posizioni manageriali sono occupate per il 67% da uomini; o ancora: a non poter lavorare per occuparsi di figli e anziani sono per il 31% le donne e solo per il 4,2% gli uomini. Conseguenza: “Le donne sono a maggior rischio di povertà in età avanzata”. Logico, se le over 65 anni nel 2018 hanno ricevuto pensioni che erano in media del 30% in meno di quelle dei loro colleghi uomini.

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