Migranti al confine Grecia-Turchia: Rocca (Croce Rossa) “non devono essere usati come strumento politico. Ue e Stati membri siano solidali”

Bambini, donne e uomini coinvolti nella crisi umanitaria in atto al confine tra Grecia e Turchia, nelle isole greche e nel Mar Egeo “non devono essere usati come strumento politico”. Lo afferma Francesco Rocca, presidente della Federazione internazionale delle Società di Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (Ficr) e della Croce Rossa italiana. Parlando del deterioramento della situazione umanitaria in corso, il presidente continua: “È inaccettabile che bambini e famiglie siano esposti ai gas lacrimogeni e alla violenza o che debbano rischiare la vita nel Mar Egeo. Non staremo in silenzio di fronte a questa terribile situazione umanitaria, che potrebbe peggiorare ulteriormente nelle prossime ore e nei prossimi giorni”. “Gli Stati membri dell’Ue – dichiara Rocca – dovrebbero rispondere con spirito di solidarietà al recente aumento del numero di persone che cercano rifugio alle frontiere esterne all’Ue. Devono farsi carico delle loro responsabilità nel proteggere le persone e nel salvare vite. I governi dell’Ue non possono voltare le spalle a Turchia e Grecia. Gli Stati dell’Europa meridionale non possono essere lasciati soli. Tutti gli Stati hanno la responsabilità di proteggere le persone e salvare vite umane”. “Chiediamo all’Ue e ai Governi nazionali di evitare un ‘uso’ dei migranti come strumento politico, al fine di garantire che i richiedenti asilo possano ottenere protezione internazionale, in linea con le leggi internazionali e dell’Ue. L’accesso all’assistenza umanitaria e ai servizi essenziali, compresa quella sanitaria, dovrebbe essere garantito per tutte le persone, in particolare per i bambini e per gli altri gruppi vulnerabili”.

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