Sud Sudan: Impagliazzo (Sant’Egidio), “dal 1° gennaio collaborazione dei militari per il cessate il fuoco”

“Un passo decisivo per garantire la fine delle violenze, la protezione della popolazione civile, il libero accesso alle organizzazioni internazionali umanitarie e il proseguimento del dialogo politico fra le parti”. Così commenta Paolo Impagliazzo, segretario generale della Comunità di Sant’Egidio, il workshop che si è svolto dal 9 novembre ad oggi nell’ambito dei negoziati per la pace in Sud Sudan. Il processo per il cessate il fuoco nel Paese ha visto il contributo attivo di mediazione da parte della Comunità di Sant’Egidio. Al workshop hanno partecipato le delegazioni del governo di unità nazionale della Repubblica del Sud Sudan e i militari dell’opposizione armata (Ssoma), non firmatari dell’accordo di pace del settembre 2018. “Il Ssoma – afferma Impagliazzo – ha deciso di aderire al meccanismo militare internazionale del cessate il fuoco dal primo gennaio 2021. Questo permetterà al Ssoma di avere i propri rappresentanti per il monitoraggio. Dal primo gennaio saranno selezionati, addestrati e dispiegati gli ufficiali per il monitoraggio dove già siedono i militari del governo, secondo un cronoprogramma stabilito dall’Igad (Autorità intergovernativa per lo sviluppo per i Paesi del Corno d’Africa, ndr). Da quel momento i militari delle due parti lavoreranno insieme”. Inoltre “è stato possibile identificare un generale del Ssoma che sin da subito sarà un punto di contatto fra i militari del Ssoma e il meccanismo di verifica del cessate il fuoco”. Il prossimo passo nel processo che vede sempre la Comunità di Sant’Egidio impegnata nella mediazione è fissato al 30 novembre per un incontro politico in cui, ha detto Impagliazzo, “si discuteranno le cause principali del conflitto in Sud Sudan”.

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