Povertà: Caritas, “in futuro peggiorerà per i più esclusi, gli autonomi, i minori”

foto SIR/Marco Calvarese

Quale sarà il futuro che ci aspetta, sul fronte delle povertà? Quello che il Covid-19 ha messo in evidenza è “il carattere mutevole della povertà. Stiamo ora entrando in una nuova fase nel nostro Paese”. Il Rapporto 2020 su povertà ed esclusione sociale in Italia di Caritas italiana elenca alcune ipotesi: il Reddito di cittadinanza protegge chi è incluso “ma gli esclusi vedranno peggiorare la loro situazione in una situazione in cui le possibilità di ripresa economica hanno prospettive lunghe”. I lavoratori autonomi saranno più esposti al rischio povertà per la mancanza di lavoro, “considerata l’assenza di un regime di tutela stabile in loro favore”. Vi saranno molte oscillazioni cosiddette “dentro-fuori” per chi è a ridosso della soglia di povertà. I minori subiranno un “doppio colpo”: le difficoltà del presente (minori in famiglie povere e intermittenza dei percorsi di istruzione) e il futuro pregiudicato a causa della “difficoltà di uscire dalla condizione di povertà e l’incertezza di percorsi di istruzione solidi, stabili, duraturi”. Di fronte a questa situazione “inedita” Caritas italiana propone nuovi strumenti di analisi e di intervento. In particolare, chiede di “mettere in relazione i dati sulla povertà (assoluta e relativa) con dati sui percettori delle misure di contrasto; realizzare analisi di lungo periodo per monitorare come cambiano le condizioni di vita delle persone in povertà e se e come su di esse incidano le misure pubbliche ; concepire le misure nazionali di contrasto alla povertà come un ‘work in progress’” ossia periodicamente “aggiustate” per meglio rispondere alle trasformazioni in corso e affrontare l’incertezza.

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