Coronavirus Covid-19: Duno, domani messa per i 179 medici vittime della pandemia. Anelli (Fnomceo), “consolidare nostro ruolo al servizio degli altri”

“Consolidare il nostro ruolo al servizio degli altri. Mantenere la barra dritta riguardo alle nostre competenze di medici che non rispondono ad alcuna altra logica se non a quella etica, deontologica di professionisti competenti per formazione, a tutela della salute dei cittadini”. È questa, per il presidente Fnomceo, Filippo Anelli, la risposta dei medici alla pandemia. E ad indicarla l’esempio di Roberto Stella, primo medico a cadere per il Covid-19, e di tutti i colleghi che hanno offerto il loro impegno, sino all’estremo sacrificio.
In ricordo dei 179 medici deceduti durante la pandemia si terrà domenica, festa di San Luca medico, alle 11 presso il tempio votivo dei medici d’Italia a Duno, in provincia di Varese, una cerimonia. All’interno del sacrario che sorge accanto al tempio, unico in Italia, dedicato ai medici morti nell’adempimento del loro dovere, in guerra e in pace, sarà scoperta una stele con i loro nomi. Il nome di Roberto Stella, che di questo luogo sacro era il curatore, oltre ad essere il presidente dell’Ordine di Varese e coordinatore area formazione della Fnomceo, sarà inciso anche sui marmi della chiesa. A rappresentare la Federazione, e a portare il messaggio del presidente Anelli, sarà Gianluigi Spata, componente del Comitato centrale.
Anelli ricorda l’impegno, “la dedizione espressa fino allo stremo delle forze, l’assunzione di responsabilità” con cui i medici hanno risposto alla pandemia; quelli che sono corsi “in aiuto dei colleghi delle ‘zone rosse’ alle prese con un’ondata di malati di proporzioni incalcolabili”; i “colleghi più giovani che con la loro energia e voglia di esserci hanno coperto le esigenze negli aeroporti”; tutti sull’esempio di Roberto Stella.

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