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Papa in Mozambico: ospedale di Zimpeto, “non è un atto di delega di cui i poveri hanno bisogno”

“Competenza, professionalità e amore”. Sono le doti elogiate dal Papa, nella visita all’ospedale di Zimpeto, prima tappa della seconda giornata in Mozambico, dove sono ricoverate soprattutto persone malate di Aids/Hiv, che nel Paese è una vera e propria pandemia. “Tutti quelli che sono passati da qui, tutti coloro che arrivano presi dalla disperazione e dall’angoscia somigliano a quell’uomo abbandonato al bordo della strada”, ha detto Francesco citando la parabola del Buon Samaritano. “E voi, qui, non siete passati a distanza, non avete proseguito per la vostra strada come avevano fatto altri”, ha proseguito Francesco, secondo il quale “questo Centro ci mostra che c’è stato chi si è fermato e ha sentito compassione, chi non ha ceduto alla tentazione di dire ‘non c’è niente da fare’, ‘è impossibile combattere questa piaga’ e si è dato da fare con coraggio per cercare delle soluzioni. Voi avete ascoltato quel grido silenzioso, quasi impercettibile, di tante donne, di tante persone che vivevano nella vergogna, emarginate, giudicate da tutti. Ecco perché avete ampliato questa casa – dove il Signore vive con coloro che si trovano al bordo della strada – ai malati di cancro, di tubercolosi e a centinaia di persone malnutrite, in particolare bambini e giovani. Così tutte le persone che, a vari livelli, fanno parte di questa comunità sanitaria diventano espressione del Cuore di Gesù, in modo che nessuno pensi che il loro grido sia caduto nel vuoto”.
“Non è un atto di delega ciò di cui i poveri hanno bisogno, ma il coinvolgimento personale di quanti ascoltano il loro grido”, la tesi del Papa: “La sollecitudine dei credenti non può limitarsi a una forma di assistenza – pur necessaria e provvidenziale in un primo momento –, ma richiede quella attenzione d’amore che onora l’altro in quanto persona e cerca il suo bene”. “Ascoltare questo grido vi ha portato a capire che il trattamento medico, sebbene necessario, non era sufficiente”, l’omaggio del Santo Padre, che al suo ingresso nella struttura è stato dal fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi: “perciò avete considerato la problematica in tutta la sua integralità per ridare dignità alle donne e ai bambini, aiutandoli a progettare un futuro migliore”.

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